'Control' - La genesi del film, pt. 2

'Control' - La genesi del film, pt. 2
Rockol pubblica a puntate la genesi di “Control”, il film dededicato alla vita di Ian Curtis dei Joy Division girato da Anton Corbijn (vedi news).
Ecco la seconda puntata, le altre sono reperibili qui

Con rinnovato slancio, Williams fece qualche telefonata e venne fuori che l’autrice Deborah Curtis, moglie del defunto Ian, aveva già autorizzato un adattamento cinematografico del libro ma che la società di produzione newyorchese coinvolta nel progetto era bloccata in una specie di inferno da circa 3 anni. A quel punto Williams venne contattato dal regista che all’epoca era stato scelto per dirigere il film che gli chiese di aiutarlo a far decollare la produzione ma nel giro di poco tempo fu chiaro a tutti che il film non sarebbe mai stato realizzato. Per farla breve, l’opzione sul libro non venne rinnovata e la società di produzione inizialmente interessata al progetto svanì come per incanto.
Dopo aver parlato con Deborah Curtis e con la figlia Natalie, Williams e il suo socio in produzione dell’epoca, Todd Eckert, avviarono un processo durato 8 mesi per conquistare la loro fiducia e per proporre alle due donne la loro visione per un nuovo adattamento che agli occhi di Debbie doveva diventare il racconto definitivo della vita del marito da destinare alla generazioni future. Con la benedizione di Debbie, Williams ottenne i diritti sul libro e diede il via alla nuova produzione. Qualche tempo dopo, Deborah e Natalie Curtis gli presentarono Tony Wilson, l’uomo che aveva scritturato i Joy Division per incidere un album con la sua etichetta musicale, la Factory Records e che gli aveva procurato la prima apparizione televisiva, il quale ha avallato il progetto e si è imbarcato nell’avventura in qualità di co-produttore.
Pur mantenendo il libro come punto di partenza, Williams aveva spiegato a Deborah che il film avrebbe dovuto scavare ulteriormente nella sua storia e svilupparsi di conseguenza.
“Volevo essere certo che il film coprisse tutti gli aspetti della vita di Ian,” sottolinea Williams, “e lei era d’accordo su questo. Il che voleva dire implicitamente: devo parlare anche della storia di Annik Honoré - la donna della quale Ian Curtis si era innamorato e che aveva causato la fine del suo matrimonio -. “Ian era molto preso da Annik, e noi volevamo che la vita di Annik facesse parte del film (anche se nel libro, Touching From a Distance, la sua presenza è appena accennata). Volevamo mettere pienamente in luce il ruolo che la ragazza ebbe nell’intera vicenda umana di Ian,” commenta Williams. Per raccontare le cose in maniera completa e esaustiva era necessario includere anche la versione della storia raccontata dagli altri componenti della band, che sarebbe diventata parte integrante del film, vale a dire Bernard Sumner, Peter Hook e Stephen Morris, oggi conosciuti come New Order. E così ottenuto l’accordo e l’approvazione di Debbie Curtis, e grazie al sostegno dei New Order, cominciò la ricerca del regista più adatto a dirigere il film.

Domani, sempre nelle news di Rockol una nuova puntata della genesi del film.
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