'Control' - La genesi del film

'Control' - La genesi del film
Da oggi, Rockol pubblica a puntate la genesi di “Control”, il film dededicato alla vita di Ian Curtis dei Joy Division girato da Anton Corbijn (vedi news).
Ecco la prima puntata:


Come capita con tanti film, la storia di “Control” è iniziata circa 10 anni fa con un’incursione in una libreria da parte del produttore Orian Williams che in quell’occasione acquistò il libro “Touching from a distance”, racconto biografico di Deborah Curtis sulla breve vita del defunto marito, Ian Curtis, enigmatico e tragico cantante della band dei Joy Division.
Il libro inizia parlando dell’adolescenza di Ian Curtis a Macclesfield, cittadina alla periferia di Manchester, in Inghilterra. Poi, attraverso il punto di vista personale e unico di Deborah Curtis, il libro racconta il rapporto tra i due e il loro matrimonio illustrando al contempo la storia del gruppo musicale. Nonostante abbiano inciso solo due album nel giro di tre anni, i Joy Division sono stati i capofila del filone post-punk, e la loro influenza si è fatta sentire su gruppi quali The Smiths, U2 e successivamente su band contemporanee quale The Killers, Bloc Party e Editors.
Il vero interesse del libro è l’analisi ravvicinata e intima dell’anima tormentata del depresso cantante dei Joy Division: pagina dopo pagina, il libro svela i retroscena e le sfaccettature della sua acuta depressione, dei suoi sensi di colpa e del pessimo stato di salute che lo portarono alla fine a suicidarsi a soli 23 anni.
“Ho comprato il libro nel 1997, quando venne pubblicato negli Stati Uniti,” ricorda Williams. “L’ho tenuto in auto per un paio di giorni e quando un produttore amico mio amico l’ha visto, mi ha detto: ‘Che cosa ci fa quel libro nella tua macchina? Lo sai che potrebbe diventare un gran film!!’. A quel punto Williams diede il libro all’amico produttore affinché facesse ulteriori ricerche sull’argomento e sulla fattibilità del progetto mentre lui si concentrava sulla produzione di L’ombra del vampiro con John Malkovich e Willem Dafoe. Ma dopo qualche tempo, mentre faceva colazione con il suo amico, il libro tornò nelle sue mani.
“Non lo vedevo da tempo e quindi non ci pensavo più mentre il mio amico non lo aveva neanche letto,” commenta Williams (parlando di Touching From a Distance). “Lo misi in libreria e un paio di settimane dopo, un regista amico mio venne a casa mia, vide a sua volta il libro e mi fece la stessa domanda: “Che cosa hai intenzione di fare con quel libro?”

Domani, sempre nelle news di Rockol una nuova puntata della genesi del film.
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