Negozi in crisi, in amministrazione controllata il londinese Sister Ray

Negozi in crisi, in amministrazione controllata il londinese Sister Ray
Vacilla un’altra insegna storica di Berwick Street, la via del West End londinese fino a pochi anni fa popolata di negozi di dischi indipendenti. Sister Ray, un piccolo tempio per appassionati che aveva aperto bottega nel 1987 come bancarella nel mercato di Camden Town, è stata posta in amministrazione controllata. Pur avendo ridotto lo staff da 15 a 6 persone, il punto vendita non riesce più a coprire le spese: colpa della penuria di buoni prodotti, della crisi economica che colpisce le tasche dei consumatori ma soprattutto dei download gratuiti da Internet. “Ora che è così facile procurarsi la musica gratuitamente in rete”, ha spiegato il contitolare Phil Barton al quotidiano Telegraph, “la gente considera un comportamento da sfigati continuare a pagarla”. “Continuerà probabilmente ad esserci una domanda per i dischi dance destinati ai dj, ma per gli altri vinili potrebbe essere la fine”, ha aggiunto. “E sarebbe un gran peccato, anche se i giovani non si preoccupano della scarsa qualità sonora dei download, gli importa soltanto procurarsi la musica senza pagare”.
    Vacilla un’altra insegna storica di Berwick Street, la via del West End londinese fino a pochi anni fa popolata di negozi di dischi indipendenti. Sister Ray, un piccolo tempio per appassionati che aveva aperto bottega nel 1987 come bancarella nel mercato di Camden Town, è stata posta in amministrazione controllata. Pur avendo ridotto lo staff da 15 a 6 persone, il punto vendita non riesce più a coprire le spese: colpa della penuria di buoni prodotti, della crisi economica che colpisce le tasche dei consumatori ma soprattutto dei download gratuiti da Internet. “Ora che è così facile procurarsi la musica gratuitamente in rete”, ha spiegato il contitolare Phil Barton al quotidiano Telegraph, “la gente considera un comportamento da sfigati continuare a pagarla”. “Continuerà probabilmente ad esserci una domanda per i dischi dance destinati ai dj, ma per gli altri vinili potrebbe essere la fine”, ha aggiunto. “E sarebbe un gran peccato, anche se i giovani non si preoccupano della scarsa qualità sonora dei download, gli importa soltanto procurarsi la musica senza pagare”.

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