A settembre esce in Italia “Control”, il film sulla vita di Ian Curtis

A settembre esce in Italia “Control”, il film sulla vita di Ian Curtis
Uscirà finalmente anche nelle sale italiane “Control”, l'acclamato film sulla vita del leader dei Joy Division Ian Curtis, girato da Anton Corbijn.
Il film, uscito nel 2007 in Gran Bretagna, dove ha vinto numerosi premi (vedi News), ha trovato una distribuzione italiana grazie a MetaCinema, e sarà sui nostri schermi a fine settembre. Il film è interpretato da Sam Riley nel ruolo di Ian Curtis e Samantha Morton nel ruolo di Debbie Curtis, che nella vita reale è l'autrice del libro "Touching From A Distance" a cui si è ispirato Corbjin per ul film.
Vi riportiamo qua di seguito la sinossi del film, le note di regia scritte da Corbijn, fotografo e regista, uno dei nomi più importanti della comunicazione musicale per immagini, collaboratore storico di U2, Depeche Mode, Nick Cave.
Tra qualche settimana, invece, vi proporremo video e una photgallery dal film, i cui siti italiano sono www.myspace.com/controlthemovieitalia e www.metacinema.it.

Sinossi:
Inghilterra, fine degli anni 70: Ian Curtis aspira a qualcosa di molto di più che vivere nella sua cittadina natale. Desideroso di emulare i suoi idoli musicali, come David Bowie e Iggy Pop, entra a far parte di un gruppo e sogna di diventare un musicista a tutti gli effetti ma nel giro di poco tempo, le paure e le emozioni che nutrono la sua musica sembrano consumarlo lentamente. Sposatosi giovanissimo e con una figlia, trascura i suoi doveri di marito e padre per inseguire un nuovo amore e per soddisfare le aspettative sempre crescenti della sua band. La tensione e la fatica minano la sua salute e con l’epilessia che va ad aggiungersi ai suoi sensi di colpa e alla sua depressione, la disperazione si impadronisce di lui. Cedendo al peso delle responsabilità, Ian si lascia consumare dalla sua anima inquieta e torturata.

Note di Regia di Anton Corbijn:
"Control" è un film personale e ai miei occhi non è un film musicale. Devo confessare infatti che l’averlo considerato inizialmente un film musicale, mi aveva spinto a rinunciare all’impresa. Dopo aver fotografato tantissimi musicisti nel corso della mia carriera, mi sentivo già abbastanza etichettato, almeno in Gran Bretagna, come “fotografo del rock’ e quindi volevo evitare a tutti costi di vedermi appiccicare questa etichetta anche al cinema.
Nel 2004, mi sono preso quattro mesi di pausa per realizzare un libro sugli U2 che avevo fotografato per ben 22 anni. Seduto da solo a casa a guardare i provini delle foto scattate agli inizi degli anni 80, ho ricominciato a “sentire” quel periodo: il vento che soffiava mentre aspettavo l’autobus, la disperazione di non avere un luogo degno di essere chiamato casa, essere senza soldi, e quel magico rito di andare a comprare un disco e ascoltarlo subito. Da allora i tempi sono molto cambiati ma quelle sensazioni mi sono tornate subito in mente, compreso il fatidico 1979, anno del mio trasferimento a Londra. All’epoca desideravo fortemente cambiare aria e così quando uscì l’album dei Joy Division "Unknown Pleasures", capii che dovevo lasciare l’Olanda e trasferirmi nel luogo in cui era nata quella musica.
Due settimane dopo il trasferimento in Inghilterra, scattai la fotografia – oggi famosa – degli Joy Division alla stazione della metropolitana. A ripensarci, è una storia veramente incredibile soprattutto pensando ad un ragazzo – e cioè io - che si trasferisce in un altro paese, conosce e fotografa il gruppo musicale che è all’origine del suo trasferimento e qualche decennio dopo dirige un film che parla di loro.
In un certo senso è come se avessi chiuso il cerchio e che questa fase della mia vita, dominata dai desideri e dalle emozioni che provavo da adolescente, si fosse conclusa. I Joy Division e Ian Curtis hanno avuto un’importanza fondamentale per me in quel periodo della mia vita e quando me ne sono reso conto, ha capito che avrei dovuto realizzare questo film.
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