File sharing, sei provider inglesi firmano un accordo con la discografia

File sharing, sei provider inglesi firmano un accordo con la discografia
Si allarga, nel Regno Unito, il fronte degli Internet service provider disposti a collaborare con l'industria discografica per frenare il file sharing illegale: a BT e Virgin Media, che già avevano manifestato questa volontà (vedi News), si sono aggiunti in questi giorni BSkyB, Carphone Warehouse, Orange e Tiscali, firmatarie - tutte quante - di un memorandum concordato con la locale associazione dei discografici BPI, quella dei produttori cinematografici Motion Picture Association e con funzionari del governo di Gordon Brown.
Il piano antipirateria sottoscritto dai sei ISP britannici (che coprono quasi il 90 % delle connessioni a banda larga nel paese) si articola, come noto (vedi News), in tre stadi: il primo prevede, nell'arco di tre mesi, l'invio di migliaia di lettere di avvertimento agli abbonati che la BPI ha identificato come file sharer "seriali" (o ai loro genitori, nel caso si tratti di minori); il secondo, l'eventuale sospensione dell'account ai recidivi; il terzo, la definitiva cancellazione della connessione Internet ai trasgressori di legge. Entusiasta il presidente della federazione internazionale dei discografici (IFPI) John Kennedy: "Questa notizia", ha detto, "dimostra che il processo di coinvolgimento dei provider messo in moto l'anno scorso dalla Francia sta accelerando a livello internazionale".
In Gran Bretagna il dibattito sul ruolo degli ISP nella lotta alla pirateria su Internet aveva assunto toni accesi, tanto da provocare l'intervento del governo (vedi News): le parti in causa erano state invitate a dirimire da sé la vertenza entro l'aprile del 2009, data dopo la quale la materia sarebbe stata regolata per legge. A quanto pare, non ce ne sarà bisogno.
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