Scintille (e forse botte) tra Sex Pistols e Bloc Party, razzismo o gelosia?

Si è trattato di razzismo, sostiene Kele Okereke dei Bloc Party.

E’ solo gelosia, ribatte John Lydon dei Sex Pistols. Probabilmente la querelle tra i due cantanti non rimarrà negli annali del rock, ma la stessa sta sollevando un polverone. Lo scontro, che secondo Okereke è stato anche fisico, si è verificato al festival Summercase in Spagna. Da un lato Okereke afferma che, andato a trovare Lydon nel backstage, dove il cantante dei Pistols stava socializzando con numerosi musicisti, è stato allontanato con metodi duri se non addirittura eccessivamente rudi dalle guardie del corpo della veterana formazione punk. Il frontman dei Bloc Party dice che, avvicinatosi al cantante per porgli una domanda musicale, è stato respinto con spintoni; un bodyguard avrebbe anche fatto riferimento al colore della sua pelle. Kele, come si sa, è nato a Liverpool ma i suoi genitori sono nigeriani. Dall’altro lato entra in campo Lydon, secondo il quale non è vero niente. “Mi dispiace che un uomo abbia bisogno di mentire su quella che è stata una bellissima serata”, ha detto John, il quale ha fatto poi capire che, essendo i Pistols riamasti a firmare autografi per quattro ore, la cosa ha fatto ingelosire altri gruppi. “Siamo a metà di un tour meraviglioso”, ha aggiunto Lydon/Rotten, “dopo trent’anni abbiamo conseguito una vera unità di pubblico. C’è gente di tutte le età, di tutte le etnie, religioni e colori. Okereke dovrebbe crescere e imparare ad essere un uomo vero. Quando avrà raggiunto i traguardi che ho raggiunto io, allora torni pure a parlarmi”. Ma lo scontro, che peraltro avrebbe causato al cantante dei Bloc Party un labbro rotto, c’è stato o no? Su ciò il frontman dei Pistols è vago: il cantante ha parlato solamente di “gente che ha causato problemi che è stata fisicamente rimossa dalla security del festival”.

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