Europa, per l'Antitrust le società degli autori sono 'anticoncorrenziali'

Stop alle norme restrittive che impediscono agli autori di scegliere liberamente a chi affidare l’amministrazione e la raccolta dei loro diritti. Basta con l’esclusiva territoriale concessa alla SIAE e ad altre 22 società europee degli autori quando si tratta di rilasciare licenze d’uso delle composizioni musicali nei rispettivi ambiti nazionali. Sono “misure anticoncorrenziali”, ha decretato la Commissione Europea rispondendo alle denunce avanzate da Bertelsmann nei confronti del sistema contrattuale adottato dalla Cisac (Confederazione Internazionale delle società degli autori). La direttiva dell'Antitrust, se e quando verrà implementata dalle leggi comunitarie e nazionali, darebbe di fatto il via libera a un nuovo regime di libera concorrenza nel settore: negozi digitali come iTunes, siti Web, tv via cavo e via satellite che desiderano vendere o trasmettere musica potranno rivolgersi a un’unica società degli autori per tutta Europa, accelerando e semplificando di molto l’assolvimento degli obblighi previsti dalla legge e spuntando, presumibilmente, migliori condizioni contrattuali.
I funzionari europei non hanno dubbi, ne guadagnerà l’efficienza del sistema e la qualità del servizio: “Questa è una decisione che va a beneficio della diversità culturale, che incoraggia le società di collecting ad offrire contratti migliori agli autori e ai compositori, che facilita lo sviluppo delle trasmissioni via Internet, via cavo e via satellite offrendo maggior scelta agli ascoltatori e maggiori guadagni potenziali agli autori” sostiene il commissario per la concorrenza Neelie Kroes. D’accordo anche i discografici: secondo Enzo Mazza, presidente della FIMI, “si tratta di un passo importante per lo sviluppo del mercato della musica digitale in Europa, frenato negli ultimi anni da un inconcepibile sistema di licenze che andava contro lo spirito stesso della rete. Mi auguro che con questa decisione il mercato on-line possa finalmente raggiungere il tasso di crescita americano e che si sviluppi anche in Europa un sano e competitivo mercato dei diritti d'autore”.
Di diverso avviso pop star come Robin Gibb (presidente della confederazione internazionale delle società degli autori, CISAC), David Gilmour, Mark Knopfler, Sade e Julio Iglesias, secondo cui un sistema di licenze paneuropee potrebbe tradursi in una drastica riduzione delle loro royalty. Per altri, il rischio è quello di scatenare una corsa al ribasso dei prezzi a scapito della qualità, e di voler forzare la mano a un mercato già autoregolamentato. “Il principio in base al quale il creatore d’opera deve essere libero di aderire a una società di sua scelta è già ampiamente applicato dalle organizzazioni degli autori europei”, ha ribattuto un funzionario della CISAC. “E sono decenni, ormai, che le nostre società accettano di sottoscrivere accordi non esclusivi tra di loro”.
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