A Sanremo, nel weekend, il primo festival internazionale del libro musicale

A Sanremo, nel weekend, il primo festival internazionale del libro musicale
Un festival dedicato al libro musicale, a quanto pare, non esiste da nessuna parte nel mondo: neppure negli Stati Uniti o in Inghilterra, dove la bibliografia pop rock è imponente e si arricchisce ogni anno di centinaia di nuovi titoli. Arriviamo prima noi, una volta tanto, grazie all’impegno del discografico Stefano Senardi (presidente di NunFlower, nella foto) e del regista/scenografo/light designer Pepi Morgia, direttore artistico del Comune di Sanremo che promuove e finanzia l’iniziativa: un festival di ambizioni internazionali, “Libri in musica – Musica in libri”, che nell’arco di tre giorni, dal 20 al 22 giugno, vedrà la cittadina ligure fare da sfondo a incontri con non meno di 50 autori (coordina il giornalista Enrico Deregibus), a una trentina di presentazioni di novità editoriali, a proiezioni cinematografiche (“Niente è come sembra” di Battiato, lo “Shine a light” di Scorsese, l’ “Across the universe” di Julie Taymor), a mostre fotografiche e alla consegna di premi ai migliori titoli dell’anno (una academy ha lavorato nell’ombra in queste ultime settimane). Come un fulmine a ciel sereno, il tutto è stato organizzato in meno di due mesi: “Per approfittare della concomitanza con la Festa Europea della Musica e della possibilità di avere un budget, per quanto minimo, a disposizione”, spiega Senardi a Rockol. “Data la rapidità con cui è stata allestita, noi la consideriamo come una specie di puntata zero. Alla fine tireremo le somme, valuteremo pregi e difetti, vedremo dove è necessario correggere il tiro. Partiamo da Sanremo per vari motivi: un po’ per affinità regionali (Senardi è originario di Imperia, ndr), un po’ perché Pepi ha subito sposato l’idea e altrettanto ha fatto il Comune, nell’ambito delle iniziative rivolte a fare della città una capitale della musica italiana. Ma lo vediamo anche come un embrione di un progetto più grande, replicabile ed esportabile anche altrove, in moduli e formati differenti, dal micro al macro: l’idea è di far diventare il festival una manifestazione itinerante. E magari, un domani, anche una fiera mercato. Il 2009 sarà l’anno della verità anche perché vorremmo coinvolgere le scuole, cominciando magari dal Dams di Imperia”. “Uno dei nostri sogni”, aggiunge Senardi, “è di fare il punto sulla letteratura musicale esistente. Ci piacerebbe riuscire a far confluire tutto quanto è stato edito fino ad oggi, in Italia ma magari anche all’estero, in un grande archivio, una biblioteca fisica e virtuale consultabile dagli istituti accademici; coinvolgendo gli stessi studenti nella raccolta del materiale”.
Ma intanto si comincia dall’attualità, con la presenza a Sanremo di artisti/scrittori come Franco Battiato, Max Pezzali e Caparezza. “Abbiamo verificato che quando si tratta di presentare un libro, esulando dalla routine promozionale dei dischi, i musicisti si mettono volentieri in gioco, si mostrano disponibili, aperti anche svelare aspetti inediti della loro personalità: anche perché in queste occasioni è il pubblico, più che il giornalista specializzato, a svolgere il ruolo dell’interlocutore. Vorremmo farli incontrare, artisti e scrittori, stimolare la condivisione di esperienze: in questo senso il festival di Mantova, con la sua commistione di stili e di linguaggi, è stato un punto di riferimento”. Il futuro? “Siccome questo progetto mi affascina, spero di potergli dedicare sempre più tempo”, conclude Senardi, lui stesso avido lettore di libri musicali. “Il mio punto fermo? Sicuramente ‘Pop story’ di Riccardo Bertoncelli. E’ stato la mia bibbia, il mio Vecchio Testamento”.
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