Zucchero a San Siro: 'Non sono un rocker, per questo mi piace la comodità'

Zucchero a San Siro: 'Non sono un rocker, per questo mi piace la comodità'
Piace così tanto, a Zucchero, l’idea del “teatro nello stadio” (poltroncine in platea, posti numerati e maggiore comfort per tutti) che dopo San Siro – domani sera, 14 giugno – ha deciso di replicarla nel tour estivo che fa tappa a Sassari (1 agosto), Palermo (3 agosto), Catanzaro (6 agosto), Lecce (7 agosto), Viareggio (9 agosto), Jesolo (10 agosto), Grado (13 agosto) e Rimini (data ancora da confermare: il 14, probabilmente). Niente calca, niente file estenuanti ai cancelli di ingresso, niente bottiglie di plastica che volano sul prato: piuttosto un’elegante soiree sotto il cielo stellato, sperando nella clemenza del tempo capriccioso. “Fatica e sudore fanno bene al rock&roll”, spiega Sugar, “ma non è quella la musica che faccio io. Se qualcuno vuole alzarsi a ballare, faccia pure. Se invece preferisce star seduto e prendere fiato, bene lo stesso: questa per me è libertà. Una parte del mio pubblico, che è cresciuta con me, oggi richiede condizioni più confortevoli. E anche la musica, in questo modo, ha più spazio per respirare e si ascolta con più attenzione”. Ha voluto indicare una strada ai colleghi, Zucchero? “Perché no, all’inizio sembrava un’idea un po’ balzana ma poi s’è capito che ha un suo perché. E’ un concetto che si potrebbe applicare anche a musiche diverse dal pop e dal rock. Ed è un modo di trasformare a proprio vantaggio stadi e palasport, le uniche strutture che abbiamo a disposizione per la musica, in Italia”. Vallo a dire a quelli del comitato San Siro Vivibile, che minacciano altre querele: “Non voglio far polemiche, ma questo succede solo a Milano e in nessun’altra parte del mondo” ribatte il Fornaciari, mentre al suo fianco l’assessore Terzi annuisce con un sorriso amaro, aggiungendo che “il limite dei 78 decibel verrà, come sempre, rispettato”. “Perché tanti problemi per fare il soundcheck alle 4 invece che alle 5?”, riprende Zucchero. “Così i tempi slittano, e magari mi tocca rinunciare agli impegni con l’informazione e i notiziari tv. E alle 11.30 mi tocca chiudere, anche se il concerto dura 40 minuti più del solito e io andrei avanti fino a mezzanotte”.
Alle 17 di domani, invece, i cancelli di San Siro apriranno al pubblico: prima di Zucchero, sul bel palco a ferro di cavallo sormontato da un’immagine di madonna con bambino saliranno a partire dalle 18 Neri Per Caso, Giovanni Allevi e Gianluca Grignani: preceduti da Neo, primo vincitore del concorso FreeMusic Audition 2008 che Cornetto organizza anche quest’anno in collaborazione con la Carosello (700 gli aspiranti artisti che hanno già caricato sul sito del contest i loro mp3, spiega il direttore generale Claudio Ferrante, che prevede di arrivare a quota tremila; intanto Zucchero, partner per il secondo anno consecutivo dell’iniziativa di talent scouting, ospiterà altri tre vincitori in altrettante date del tour estivo). Lui, il trentatreenne romano innamorato di Stevie Wonder che si scrive testi e musiche da sé, sembra sicuro di sé e cosciente dei suoi mezzi affinati in tanti anni di gavetta (“Anche se magari domani, prima di esibirmi, me la farò sotto”) e intanto ringrazia il veterano dei soul men italiani per la grande chance offertagli. “E’ importante dare una possibilità ai giovani, oggi che l’industria discografica è così in crisi”, spiega “Sugar”, il padrone di casa “Era dura anche ai miei tempi, ma almeno gente come me, Vasco, Dalla o De Gregori ha avuto più occasioni per provarci. Abbiamo bisogno di sangue nuovo, nella musica italiana, mica possiamo continuare ad affidarci alle solite vecchie cariatidi. Giovani in gamba in giro ce ne sono, e parecchi. Dalle mie parti ho scoperto un chitarrista ancora minorenne che io chiamo il piccolo Clapton: stesso tocco e stesso gusto, mi ricorda lui da giovane. Bisogna pur lasciarli sognare questi, ragazzi, come facevo io quando da giovane fantasticavo di aprire per i Nomadi e l’Equipe 84. Altrimenti finisce che si disorientano e si rovinano facendosi le pere: è anche un problema sociale. E invece niente, i discografici i soldi sui giovani non li investono. E pensare che per far incidere un disco a un esordiente basta il denaro che sprecano per portare per una settimana a Sanremo un cantante bollito. Quando proprio decidono di puntare su un nome nuovo, scelgono sempre il belloccio di turno o quello che risponde alle mode del momento. E così finiscono per assomigliarsi tutti”. Colpa anche della tv, Zucchero l’ha sostenuto in più di un’occasione. Ma intanto Italia 1, domani sera, trasmette in diretta il suo concerto: “Col massimo rispetto”, assicura il promoter Ferdinando Salzano, “e senza ‘sporcarlo’, a parte le interruzioni pubblicitarie. Federica Panicucci, che conduce la serata, intervisterà ospiti come Gerry Scotti, Armani, Roberto Baggio e il ciclista Bettini: tutti qui in quanto amici di Zucchero, e non per esigenze televisive”.
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