UK, oggi gli autori incassano più da Internet e tv che dai dischi

UK, oggi gli autori incassano più da Internet e tv che dai dischi
Nel 2007, per la prima volta nella storia, autori di canzoni ed editori musicali inglesi hanno incassato più soldi dalla radio e dalla tv, da Internet e dagli organizzatori di concerti che dalle case discografiche: un altro segnale della trasformazione del mercato, e del fatto che nei prossimi anni i cd sono destinati ad assumere un ruolo secondario nel modello di business dell’industria musicale. La conferma arriva dalla MCPS-PRS Alliance, la più grande agenzia di “collecting” britannica che l’anno scorso ha ripartito oltre mezzo miliardo di sterline tra i suoi 50 mila membri (il 90 % dei quali però guadagna in diritti d’autore meno di 10 mila sterline all’anno, mentre 18.500 non percepiscono neanche un penny). Al calo delle royalty “fonomeccaniche” percepite sulla vendita di compact disc, - 11 % (da 170,7 a 151,8 milioni di sterline), fa fronte il + 7 % degli incassi da broadcaster e siti Web (155,5 milioni di sterline complessivamente), mentre aumentano del + 20 % gli introiti da concerti e festival (17,5 milioni di sterline), e del 4,1 % le somme versate da pub, club e discoteche (40,4 milioni di sterline).
Il trend degli incassi da diritto d’autore è complessivamente positivo, + 2,8 %, anche se parlando col Financial Times l’ad dell’agenzia Steve Porter ammette che “ovviamente i soci battono i pugni sul tavolo dicendo che dovremmo raccogliere più denaro dalla Cina e così via”. Per il futuro, MCPS-PRS punta a incrementare gli incassi in tutte quelle zone d’ombra che ancora sfuggono al suo radar: “Comprese le cartoline di compleanno che riproducono una canzone e gli spazzolini da denti che suonano un jingle”.
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