‘Madre terra’ dei Tazenda: ‘Sentivamo l’esigenza di staccarci dal passato’

‘Madre terra’ dei Tazenda: ‘Sentivamo l’esigenza di staccarci dal passato’
Dopo il successo nel giugno 2007 con il brano “Domo mia”, cantato insieme a Eros Ramazzotti (vedi News), i Tazenda non hanno aspettato molto a ritornare sulla scena con un nuovo album di inediti intitolato “Madre terra”.
“Il singolo che abbiamo realizzato in collaborazione con Eros”, spiega la band sarda, “è stato un successo inizialmente inaspettato. Non pensavamo che avrebbe avuto così tanta attenzione da parte dei media e del pubblico, ma piano piano abbiamo acquisito la sicurezza che come singolo non sarebbe passato di certo inosservato”. “‘Domo mia’ era contenuto in ‘Vida’, il nostro ultimo disco uscito nel 2007. Eravamo soddisfatti di quel progetto, ma era una sorta di raccolta dei brani più famosi dei Tazenda, nel quale siamo riusciti ad inserire otto brani inediti della produzione degli ultimi anni che ha visto alla voce Beppe Dettori, il nostro nuovo cantante. ‘Madre terra’ invece – che verrà pubblicato domani, venerdì 23 aprile – è tutto nostro e contiene brani composti interamente dalla nuova formazione. Sentivamo sempre più l’esigenza di mostrare la nostra identità e staccarci un po’ dal passato. L’idea che Beppe canti più canzoni nuove possibili ci rende meno legati ai paragoni”.
Nel nuovo disco ha collaborato Francesco Renga, amico di vecchia data della band: “Durante le collaborazioni si creano delle belle sinergie che confluiscono nel creare un’unica e bella cosa. E’ successo con Ramazzotti, e di recente è accaduto anche con Francesco Renga che canta insieme a noi nel nostro nuovo singolo ‘Madre terra’ che da il nome all’album. Francesco l’abbiamo incontrato in aeroporto, ci siamo salutati perché ci conosciamo da anni, avendo poi lui origini sarde ci siamo visti molto spesso in estate, e ci siamo fatti molti complimenti a vicenda. Da lui è venuta fuori l’idea di collaborare con noi. La canzone era già scritta, gliel’abbiamo fatta sentire e abbiamo deciso di cantarla insieme”.
“Abbiamo iniziato a scrivere questo album mentre stavamo finendo il tour”, concludono, “Alcune canzoni sono proprio state concepite durante il lavoro di ‘Vida’, ma non è stato un lavoro repertino e all’istante, c’erano già brani ‘parcheggiati’. Per un album si scrivono venti, venticinque canzoni, e poi si scelgono quelle che rendono meglio. E’ un disco con influenze molto progressive, ma abbiamo cercato anche di salvare le leggi del pop. C’era un brano che avremmo voluto mettere come introduzione, in puro stile prog, invece l’abbiamo messo alla fine. L’idea di fare un concept ci è venuta in mente insieme ai nostri discografici: ci piaceva il fatto di sottolineare i vari aspetti che la terra ha”.
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