EMI in subbuglio, se ne va il presidente Fifield (e intanto il gruppo cede anche la catena di negozi HMV)

EMI in subbuglio, se ne va il presidente Fifield (e intanto il gruppo cede anche la catena di negozi HMV)
Sempre più misterioso il futuro della multinazionale EMI, costantemente nell’occhio del ciclone da quando, nell’agosto del 1996, venne deciso lo scorporo dalla Thorn, società leader nel settore dell’elettronica di consumo.
Il presidente e Chief Executive Officer di EMI Music Jim Fifield ha confermato nei giorni scorsi che alla scadenza del suo mandato, il 31 marzo del 1999, abbandonerà il gruppo. Ma in realtà la sua fuoriuscita potrebbe anche avvenire in tempi più rapidi, considerata la sua ormai dichiarata estraneità ai piani di sviluppo futuro della multinazionale.
A provocare il divorzio, secondo quanto dichiarato dallo stesso Fifield alla stampa internazionale, sarebbero stati i contrasti insorti con il presidente del consiglio d’amministrazione del gruppo, Sir Colin Southgate, una volta che, dopo la scissione della Thorn EMI, quest’ultimo ha iniziato a interferire nella gestione operativa della società, prima interamente delegata allo stesso Fifield. I difficili rapporti fra i due hanno fatto naufragare anche la possibilità che fosse proprio Fifield il candidato prescelto a sostituire Southgate al vertice del gruppo, quando quest’ultimo rinuncerà ad ogni ruolo operativo per seguire più da vicino l’incarico da poco accettato di presidente della Royal Opera House di Londra.
A dispetto dell’incertezza che regna sul futuro dell’azienda, le quotazioni in borsa della EMI hanno ripreso a salire nei giorni scorsi: e secondo alcuni analisti potrebbero essere proprio le notizie concernenti l’imminente riassetto di vertice a rendere più interessante l’ipotesi di un’acquisizione agli occhi di investitori esterni, e dunque a far lievitare il valore di mercato del gruppo.
Su questo fronte tuttavia non si hanno per il momento notizie nuove, malgrado le voci di un interessamento da parte del gruppo Seagram/Universal e della Disney restino tuttora in piedi.
A rendere ancora più appetibile sul mercato il gruppo EMI sarebbero anche l’iniezione di liquidità e lo snellimento strutturale conseguenti alla decisione di vendere la catena di negozi HMV (271 punti vendita distribuiti in nove paesi) per concentrarsi sul “core business” dell’azienda, dischi ed edizioni musicali. Verrà creata al riguardo una nuova holding, denominata HMV Media Group, di cui la EMI conserverà inizialmente una quota del 40 per cento, mentre la maggioranza delle azioni andrà alla Advent International, un gruppo di investitori privati. Della holding in questione faranno parte anche le librerie marchiate Dillons, già appartenenti alla EMI, e la Waterstone, un’altra catena di librerie specializzate che HMV Media sta per acquistare dalla W H Smith.
L’operazione di vendita della catena HMV/Dillons dovrebbe fruttare alla EMI fino ad un massimo di 500 milioni di sterline.
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