Fine di un'era: Sony BMG mette da parte Clive Davis, il 'music man'

Clive Davis, leggendario discografico e “music man” americano fino a poche ore fa responsabile mondiale del gruppo di etichette raccolte sotto l’ombrello di BMG, ha 76 anni suonati. Forse per questo, più che per presunti demeriti (la sua ultima pupilla è una certa Leona Lewis, chartbuster da una parte e l’altra dell’Atlantico), Sony BMG ha deciso di toglierlo dal campo di battaglia ritagliandogli un ruolo non esecutivo di “principale responsabile creativo” dell’azienda (in questa veste dovrebbe continuare a dire la sua sulla carriera delle superstar di famiglia). D’altra parte la sua sostituzione con Barry Weiss, ex presidente Zomba e luogotenente di Clive Calder, rientra in un rimescolamento generale dei vertici aziendali deciso dal ceo tedesco Rolf Schmidt-Holtz che ha sorprendentemente per vittima principale, accanto al chief operating di Sony BMG Tim Bowen, proprio il braccio destro di Davis, Charles Goldstuck. I motivi sono difficili da decifrare: anche se al New York Post una fonte anonima ha riferito che “Schmidt-Holtz non vedeva molta azione da parte di quelle persone, mentre aveva sott’occhio i loro stipendi molto elevati” (pare Davis da solo guadagnasse 10 milioni di dollari all’anno). A Weiss faranno capo d’ora in poi tutte le etichette del gruppo: RCA Records, Jive, J Records, LaFace, Arista, Volcano, Verity, GospoCentric e Fo Yo Soul, mentre a Richard Sanders, già responsabile del marketing globale, viene assegnato anche il comando della divisione internazionale della corporation da cui dipende anche la filiale italiana.
    Clive Davis, leggendario discografico e “music man” americano fino a poche ore fa responsabile mondiale del gruppo di etichette raccolte sotto l’ombrello di BMG, ha 76 anni suonati. Forse per questo, più che per presunti demeriti (la sua ultima pupilla è una certa Leona Lewis, chartbuster da una parte e l’altra dell’Atlantico), Sony BMG ha deciso di toglierlo dal campo di battaglia ritagliandogli un ruolo non esecutivo di “principale responsabile creativo” dell’azienda (in questa veste dovrebbe continuare a dire la sua sulla carriera delle superstar di famiglia). D’altra parte la sua sostituzione con Barry Weiss, ex presidente Zomba e luogotenente di Clive Calder, rientra in un rimescolamento generale dei vertici aziendali deciso dal ceo tedesco Rolf Schmidt-Holtz che ha sorprendentemente per vittima principale, accanto al chief operating di Sony BMG Tim Bowen, proprio il braccio destro di Davis, Charles Goldstuck. I motivi sono difficili da decifrare: anche se al New York Post una fonte anonima ha riferito che “Schmidt-Holtz non vedeva molta azione da parte di quelle persone, mentre aveva sott’occhio i loro stipendi molto elevati” (pare Davis da solo guadagnasse 10 milioni di dollari all’anno). A Weiss faranno capo d’ora in poi tutte le etichette del gruppo: RCA Records, Jive, J Records, LaFace, Arista, Volcano, Verity, GospoCentric e Fo Yo Soul, mentre a Richard Sanders, già responsabile del marketing globale, viene assegnato anche il comando della divisione internazionale della corporation da cui dipende anche la filiale italiana.
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