Marano (Raidue): 'Sono un fan di Vasco, e sono contento di X Factor'

Marano (Raidue): 'Sono un fan di Vasco, e sono contento di X Factor'
C’è una data, per il programma di prima serata che Raidue dedicherà prossimamente a Vasco Rossi: lo speciale tv sul rocker di Zocca andrà in onda il 29 maggio, un giovedì. Non si tratterà della riproposizione televisiva di uno dei suoi concerti (di questo si riparlerà eventualmente in autunno) ma di una monografia che, spiega a Rockol il direttore di rete Antonio Marano, “sarà incentrata sul personaggio Vasco e sul rapporto speciale che lo lega ai suoi fan, senza naturalmente trascurare il suo percorso artistico anche più recente. Per me, non perdo occasione di dirlo, musica non vuol dire soltanto suono e ritmo, voce e strumenti, ma anche racconto di vita. Due mesi fa abbiamo fatto una seconda serata su Zucchero, venti giorni fa abbiamo mandato in onda un programma su Bocelli che ha raccolto il 12 % di share: la musica in tv può funzionare se c’è l’artista, la personalità di spessore. Non bastano le canzonette di successo o la vetrina discografica”. Gli altri speciali annunciati, con protagonisti Ligabue, Zucchero, Biagio Antonacci e Francesco De Gregori, sono invece ancora in alto mare. “Ci stiamo lavorando ma onestamente ci sono molti problemi da risolvere, tra concomitanze con i tour degli artisti, Europei di calcio e Olimpiadi. Per ora mi godo Vasco: essendo io stesso un suo grande ammiratore, per me è un sogno che si realizza”.
Sotto il tiro incrociato di chi gli contesta i dati di ascolto deludenti di Scalo 76 e di X Factor (per ora inchiodato al 10 % di share e a poco più di 2 milioni di telespettatori), Marano non si scompone più di tanto. “Non sono soddisfatto dei numeri, ovviamente. Ma della qualità dei prodotti sì. E mi spiace che chi rimprovera sempre, e giustamente, alla Rai mancanza di coraggio, assenza di sperimentazione e incapacità di parlare ai giovani non apprezzi i nostri sforzi di creare programmi di contenuto editoriale e culturale: perché la musica è cultura, è nell’aria che respiriamo da mattina a sera. E per me non serve tanto a inseguire audience quanto a costruire una nuova identità di rete. Fare risultato è nella mia missione di direttore, ovviamente, e per essere in pari con le aspettative ci mancano, in entrambi i casi, due punti percentuali di share. Ci sono dei motivi, però: la striscia preserale di X Factor va in onda alle 20, nella Fossa delle Marianne che sta tra il TG1 e il TG5, perché qualche responsabile di RaiUno e dei palinsesti temeva che portasse via spettatori a L’eredità: non era così, ma ora è troppo tardi per cambiare. E anche Scalo 76 avrebbe fatto di meglio, se fossimo riusciti a partire a settembre anziché a dicembre: purtroppo è stato impossibile perché i nuovi studi milanesi di via Mecenate da cui va in onda il programma non erano ancora pronti. Il programma con cui si scontra, ‘Amici” di Santa Maria degli ascolti è al sesto anno di vita. Ma chi si ricorda quanto pubblico raccoglieva la De Filippi agli esordi? E quanti cantanti ha lanciato nelle classifiche di vendita? Se noi riusciremo nell’intento di creare un pop star avremo raggiunto il nostro obiettivo. Se poi X Factor arriverà al 12 % di share e a due milioni e mezzo di ascoltatori, meglio ancora. Possiamo farcela, ce lo dicono la curva degli ascolti e le ricerche di mercato, quando torneremo finalmente alla serata del martedì. Abbiamo iniziato di lunedì per non sovrapporci con la Champions League: avremmo dovuto chiudere in anticipo, violando i tempi e la liturgia del format. La collocazione domenicale è stata un suicidio, una tegola inaspettata: ma ci sono ovviamente ragioni superiori, siamo un servizio pubblico con tutto quel che ne consegue…” Basterà il cambio di giorno a trasformare X Factor in un programma di appeal generalista? “Lo abbiamo disegnato su un target preciso, colpendolo così bene da avere fatto il vuoto intorno. X Factor è seguito da un pubblico giovane e istruito, benestante e di tendenza, collocato principalmente nel Nord Italia: siamo al 18 % di share tra i laureati e chi ha un diploma di scuola superiore. La media degli ascoltatori è sui quarant’anni: non c’è stato un programma più ‘giovane’, in Rai, negli ultimi quindici, vent’anni ”.
Tornerà anche la prossima stagione, insieme a Scalo 76: “Le dirò di più. Sono convinto che partendo a gennaio, prima di Sanremo, e con le solide basi che abbiamo costruito quest’anno X Factor sarà il prodotto vincente del palinsesto 2009 di RaiDue. E’ una produzione importante, ovviamente, ma costa meno dei 10 milioni di euro di cui parlano i giornali. Anche per Scalo 76 abbiamo in mente le modifiche da apportare e da qui alla chiusura della stagione, in giugno, collauderemo altre novità. Sto persino pensando di farne una versione itinerante estiva: potrebbe diventare il brand intorno a cui ruota tutta la programmazione musicale live di Raidue. Lo riproporremo in autunno: io lo considero uno dei miei programmi più belli in assoluto, ideato e realizzato interamente all’interno delle nostre strutture e neppure costoso, grazie alla sintonia che si è creata con produttori e discografici”.
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