Zucchero, I had a dream: un teatro a San Siro

Zucchero, I had a dream: un teatro a San Siro
Promette di salire sul palco con una Topolino del '47 fresca di restauro ("un colpo di fulmine, l'ho vista ai bordi della strada che da Cerreto Laghi porta a Castelnovo e ho subito bloccato il carro attrezzi che la stava portando via"). Insomma, farà un unico concerto in Italia nel 2008, Zucchero, ma si tratterà di un evento speciale: il 14 giugno allo stadio di San Siro, trasformato per l'occasione in "teatro" con capienza limitata a poco più di 30 mila persone e posti comodi a sedere ("anche se poi spero che tutti si alzino a ballare. Altrimenti magari si mettono a telefonare e mandare sms e sapete come va a finire"). E' stata una mia idea", racconta a Palazzo Marino il bluesman padano, "e ringrazio chi l'ha sostenuta": ovvero il promoter Ferdinando Salzano di Friends & Partners, l'assessore al tempo libero del Comune di Milano Giovanni Terzi e il Consorzio San Siro 2000 in rappresentanza di Inter e Milan. "Volevo fare qualcosa di diverso dal solito e trattare bene il mio pubblico ma sarò sincero: mi sono preso un bel rischio", aggiunge il Fornaciari. "E' un'impresa costosissima, ci guadagno molto meno che da un normale concerto": Anche perché i prezzi, per sua espressa richiesta, sono piuttosto contenuti rispetto alla media: dai 30 euro più prevendita per un posto nel secondo anello, fino ai 50/60 per le due fasce di parterre numerato (tagliandi in vendita dalle 21 di stasera su Ticket One, da domani in tutte le prevendite nazionali). E vanno a finanziare anche un meritevole progetto di beneficenza: una quota degli incassi sarà infatti devoluta a Fill the Cup, agenzia che opera nell'ambito del Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite.
Possono stare tranquilli anche quelli che abitano nelle vicinanze, assicurano Salzano e l'assessore Terzi, che con certe signore che fanno ricorsi a raffica contro i concerti a San Siro ha un conto in sospeso (e chissà che agitazione quest'anno, che allo stadio arrivano anche Vasco e Ligabue per un doppio appuntamento, più Springsteen e Negramaro). "Parliamo piuttosto di chi abita negli stabili di via Dessie e che può effettivamente essere disturbato dal suono: stiamo studiando un sistema di copertura a vela del terzo anello con materiali fonoassorbenti che miglioreranno la resa sonora dell'impianto e limiteranno di molto il disturbo alla quiete pubblica". Interviene Zucchero: "Non sono tanto i decibel ma la scelta di privilegiare certe frequenze a dar fastidio alle orecchie. Se le calibri bene e curi il suono le cose cambiano. Io esigo un suono pastoso e avvolgente. E molto dipende dall'abilità del fonico".
La data milanese di Zucchero rientra in un nuovo world tour che fa seguito alla pubblicazione di "All the best" (partenza il 7 aprile a Francoforte), e che nell'arco di quasi due mesi toccherà luoghi mai visitati prima dall'artista, incluse destinazioni esotiche come Canarie, Mauritius e isole della Reunion; mentre per la data del 18 maggio alla Royal Albert Hall di Londra, informa Salzano, si sono già assicurati biglietti 600 nostri connazionali. "Ma non è che trascuro il mio paese", sottolinea Zucchero. "Per il tour di 'Fly' ho visitato l'Arena di Verona e due arene civiche, ho fatto due date in Sicilia e 15 palasport. Ma con gli impegni internazionali che ho è chiaro che devo fare delle scelte. Tornerò anche negli stessi posti, con la stessa band e una sezione fiati, ma con una scaletta diversa: recupererò pezzi mai o raramente eseguiti dal vivo come 'Ridammi il sole', 'Pene' e 'Miss Mary' che scrissi con Elvis Costello, brani dal suono più 'rough' e sporco che ora mi interessa recuperare un suono alla Blood, Sweat & Tears che è stato purtroppo accantonato perché ritenuto troppo sofisticato e poco radiofonico. E vorrei rifare 'Miserere' con la voce di Pavarotti: ne parlerò con Nicoletta Mantovani, spero che sia d'accordo perché sarebbe sicuramente un momento molto emozionante. Avrò anche degli special guest, italiani e stranieri, anche se è troppo presto per fare nomi. E ospiti, a cominciare dal mio amico Roberto Baggio: è la prima persona che ho informato del mio progetto". The hardest working man in the music business (il titolo è vacante, dopo la morte di James Brown) non ha avuto tempo di vedere Sanremo perché in viaggio, ma la domanda arriva implacabile: "Che volete che vi dica? Per me è tutto da rifare, e la musica è un'altra cosa. Lo stesso vale per X Factor, che tra l'altro è uguale a American Idol e a Star Academie. Da lì finora ho visto arrivare solo copie di copie, mai un artista originale che sia uno. Per trovare quelli devi andare nei club e nei bar, dove c'è chi si fa il mazzo e non ha manco i soldi per una seconda consumazione".
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