Iniziato il processo a Boy George

Alla Snaresbrook Crown Court di Londra è iniziato il processo nei confronti di Boy George, accusato di aver privato della libertà per alcune ore un uomo, Audun Carlsen, di fatto segregandolo nella propria casa di Ravey Street, nella zona di Hackney. La vicenda in realtà non è chiara, con il Carlsen che afferma una cosa e l'ex cantante dei Culture Club un'altra. Ciò che pare di comprendere è questo: Carlsen, un po' modello e un po' escort gay, avrebbe equivocato una proposta di Boy -si parla di 400 sterline- per delle prestazioni extra e si sarebbe trovato incatenato ad una parete dell'abitazione dell'artista. Il cantante e DJ, 46 anni, apparendo in aula col suo vero nome di George O'Dowd non ha per ora dovuto fare altro che declinare le proprie generalità, dichiararsi colpevole o innocente (ha scelto "innocente") e affermare che aveva compreso i termini della sua incriminazione. Alla fine della seduta Boy ha abbracciato alcuni fan venuti a sostenerlo, ai giornalisti ha opposto un "no comment" e si è poi allontanato a bordo di un SUV nero. A margine, da segnalare un solo fatto: Adrian Waterman, l'avvocato di Boy, ha riferito alla corte che il suo assistito aveva una "scusa legale" per privare temporaneamente della libertà l'escort norvegese. Per sapere quale sia questa scusa, occorrerà però probabilmente attendere l'inizio del processo vero e proprio. Che sarà nel prossimo novembre.
Vuoi leggere di più su Boy George?

rockol.it

Rockol.com s.r.l. - P.IVA: 12954150152
© 2026 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Privacy policy

Rock Online Italia è una testata registrata presso il Tribunale di Milano: Aut. n° 33 del 22 gennaio 1996