Artisti contro case discografiche: 'Dove sono i soldi di Napster e di KaZaA'?

Artisti contro case discografiche: 'Dove sono i soldi di Napster e di KaZaA'?
Gli accordi extragiudiziali con i grandi siti di file sharing come KaZaA, Bolt.com e il vecchio Napster hanno permesso alle case discografiche di intascare centinaia di milioni di dollari a titolo di compensazione per la violazione e il furto di copyright. Ma di quei soldi, scrive il New York Post, gli artisti finora hanno visto poco o niente. Le major EMI, Warner e Universal assicurano che non è così, e che il processo di redistribuzione delle somme incassate è già cominciato o sta per iniziare; sembra tuttavia che ci siano problemi nel determinare a chi spetti che cosa, e che una volta coperte le spese legali sostenute resti ben poco da spartire. Cosicché i manager di alcuni degli artisti più popolari d’America sono sul piede di guerra e minacciano azioni legali a tutela dei loro assistiti.
“Manager e legali si chiedono da mesi quando i loro artisti vedranno qualcosa e come quei soldi verranno contabilizzati”, ha confermato al quotidiano newyorkese l’avvocato John Branca, che rappresenta tra gli altri Don Henley, Korn e Rolling Stones. Mentre il celebre Irving Azoff, manager degli Eagles (nella foto), ha espresso un punto di vista comune a molti colleghi: “Le case discografiche giocheranno a nascondino con noi, ma alla fine saranno costrette a pagarci qualcosa. Anche se per un artista è sempre difficile riscuotere quel che gli spetta”.
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