Eugenio Finardi: ‘Mi metto alla prova a teatro, tra musica e monologhi'

Eugenio Finardi: ‘Mi metto alla prova a teatro, tra musica e monologhi'
Dal 21 febbraio prossimo il Teatro Filodrammatici di Milano ospiterà il primo spettacolo teatrale di Eugenio Finardi, intitolato “Suono”, che consisterà in una raccolta di brani e monologhi scritti e interpretati dal cantautore e messi in scena sotto la direzione del regista Paolo Giorgio.
“Una delle grandi libertà di essere ‘vecchi’ è di non aver paura di rischiare”, ha dichiarato l’artista, “io so che voglio provare a fare l’attore: ho scritto un testo che è autobiografico, parla delle mie storie di vita, ma anche di molti altri fatti raccontati da un uomo adulto che elabora le sue riflessioni. Non ho la pretesa di fare qualcosa di innovativo, mi basterebbe anche solo riuscire ad avvicinarmi un poco alla magia delle rappresentazioni teatrali”.
Durante la conferenza stampa, Finardi ha raccontato ai giornalisti la sua voglia di mettersi alla prova con uno spettacolo “costituito al 50% da canzoni mie, quelle che si lasciano interpretare meglio con l’aiuto della gestualità, e nell’altra metà da appunti teatrali supportati da video proiezioni (realizzate da Giuseppe Romano e Masbedo) che rendono l’esperienza più completa”.
Figlio di una cantante lirica statunitense, il cantautore coltiva la sua passione per il teatro sin dall’adolescenza (nei primi anni Settanta frequentava un corso di recitazione a Boston) anche se fino ad ora la sua carriera si era concentrata sulla musica: in trentacinque anni di attività, Finardi ha collaborato con moltissimi artisti ed ha preso parte a diversi progetti (il più recente è un tour dedicato alla musica blues, ma anche uno spettacolo di musica sacra realizzato nel 2002).
Nonostante ciò, il cantautore ha confessato di aver attraversato un periodo difficile dopo la sua ultima partecipazione al Festival di Sanremo, nel 1999: “Mi consideravo un pensionato dell’industria musicale. Tutto andava in un’unica direzione: creare prodotti sempre più raffinati ed eventi sempre più grandi, ma così si è persa di vista la musica. Non riuscivo più a seguire questi meccanismi, sono un curioso, ho sete di esperienze nuove e così ho cominciato ad accettare proposte che, quando ragionavo commercialmente, non avrei tenuto in considerazione. Il pubblico mi ha sostenuto e io mi sono sentito finalmente libero”.
Su questa nuova identità artistica Finardi ha costruito il progetto di “Suono”, con la collaborazione di Enrico Ceva che lo ha aiutato nella stesura dei testi: “Mi criticava, mi faceva notare quando qualcosa non funzionava, è stato fondamentale”.
Accompagnato dal chitarrista Max Carletti, il pianista Paolo Gambino, il percussionista Federico Ariano e il contrabbassista Stefano Profeta, in questo nuovo spettacolo Finardi eseguirà alcune canzoni dal suo repertorio svelandone la storia: “Nel secondo tempo mi concentrerò su alcune riflessioni personali; ho scritto una canzone tempo fa che si intitola ‘Un uomo’. Sul palco racconterò di una separazione, alla quale ero contrario, che mi ha dato lo spunto per scrivere quel brano”.
Durante le due ore in cui sarà sul palco, il cantante e musicista affronterà però molti altri argomenti tra i quali troverà spazio “un discorso analitico tra il presente e il passato; traccerò un parallelo tra gli anni Settanta e oggi”.
“Suono” (che sui manifesti pubblicitari, grazie a una grafica che evidenzia la lettera “u”, si tramuta in “Sono”) sarà in scena dal 21 febbraio al 2 marzo al Teatro Filodrammatici e si sposterà poi per un’unica data, il tre marzo, allo Spazio Mil di Sesto San Giovanni, ma “abbiamo intenzione di portare questa rappresentazione in tournée nei teatri italiani”, ha dichiarato Eugenio, “sarebbe un grande onore per me”.
Infine, Finardi ha concluso con queste parole: “Naturalmente mi piacerebbe riuscire a fare un centesimo di ciò che ha fatto Gaber, perché anch’io sul palco parlerò di ciò che ho capito della vita”.
Dall'archivio di Rockol - La musica ribelle, la Cramps ed Eugenio Finardi
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