Regno Unito, una legge per costringere gli ISP a fermare i pirati di Internet

Prima una ammonizione spedita alla casella di posta elettronica. Poi una sospensione del collegamento a Internet. Infine, in caso di comportamento recidivo, l’interruzione definitiva dell’abbonamento con il service provider.
Gli utenti della rete che ne fanno uso per distribuire o scaricare canzoni e filmati illegali avranno vita dura nel Regno Unito, se verrà approvato un nuovo testo di legge i cui contenuti sono stati resi pubblici in anteprima dal Times. Accogliendo le richieste di molti addetti ai lavori (tra cui Paul McGuinness, il manager degli U2 e di PJ Harvey, vedi News), le nuove norme impongono ai fornitori di accessi Internet l’obbligo di intervenire per bloccare l’attività dei pirati della rete, rendendo disponibili a magistrati e forze di polizia user name e indirizzi Web di chi viola i copyright. “Finora, a dispetto di qualche accettazione di principio, gli Internet Service Provider non lo hanno mai fatto spontaneamente, invocando ipotetiche difficoltà tecniche o fumosi principi di tutela della privacy” ha commentato il responsabile esecutivo della British Phonographic Industry Geoff Taylor, plaudendo all’iniziativa del governo di Gordon Brown e aggiungendo che “un Internet che ricompensi la creatività, offrendo al contempo una scelta senza precedenti e la massima convenienza economica agli appassionati di musica, è l’interesse di lungo termine di tutti coloro che operano in questo mercato”.
Si calcola che oggi in Gran Bretagna circa 6 milioni di persone utilizzino le connessioni a banda larga per scaricare abusivamente musica dalle reti peer-to-peer.
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