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Tiromancino a Sanremo senza la EMI: censura o bisticci contrattuali?

Tiromancino a Sanremo senza la EMI: censura o bisticci contrattuali?
Scoppia, immancabile e tempestivo (proprio nel giorno della conferenza stampa di presentazione ufficiale del festival…), l’atteso “scandalo” pre-Sanremo. Un bubbone mediatico che stavolta non riguarda le polemiche degli esclusi o le consuete denunce di pastette e spintarelle, ma lo scontro a muso duro tra un noto artista e la sua casa discografica. La EMI avrebbe censurato “Il rubacuori”, il brano con cui Tiromancino alias Federico Zampaglione si esibirà all’Ariston, tanto da costringerlo a interrompere i rapporti con la società e a presentarsi al festival come indipendente. Il motivo? L’argomento scottante della canzone, che parla di licenziamenti di massa adottando il punto di vista di un “tagliatore di teste”: tema delicato e sensibile, di questi tempi, anche per la stessa EMI, che ha appena annunciato tagli agli organici che interesseranno nel mondo tra i 1.500 e 2.000 suoi dipendenti (vedi News). A sostenerlo è lo stesso Zampaglione, in un’intervista rilasciata a Gino Castaldo che la Repubblica di oggi, 29 gennaio, pubblica a piena pagina. L’artista romano racconta di aver deciso di partecipare al festival con il pieno appoggio della sua casa discografica, in procinto anche di pubblicare un suo album dal vivo. Ma l’atteggiamento della EMI sarebbe totalmente cambiato dopo l’ascolto del brano: “Pensavo che avrebbero capito che la canzone affrontava un problema generale del paese”, dichiara la voce e anima dei Tiromancino. “E invece il giorno dopo c’è stato un improvviso cambio di rotta: si sono rifiutati d’iscrivere il pezzo a Sanremo e hanno addirittura revocato l’uscita del disco”. Per portare la canzone a Sanremo, aggiunge, “sono stato costretto a rompere il contratto con la EMI, non c’era altra possibilità”. Non solo: secondo Zampaglione anche altre major discografiche, dopo averlo contattato e aver mostrato interesse alla pubblicazione della canzone, si sono improvvisamente tirate indietro. “Presi gli accordi verbali, dopo l’ascolto del brano si è creato il deserto. Sono spariti tutti” (da fonti confidenziali raccolte da Rockol risulta che abboccamenti con almeno due major ci siano effettivamente stati, ma che siano naufragati per motivi puramente economici). “Una sorta di censura”, secondo Zampaglione, un ostracismo che si estenderebbe anche alle due compilation sanremesi pubblicate da Sony BMG e dalla stessa EMI. In proposito, SOny BMG ha precisato: "Ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna proposta per l'inserimento del brano dei Tiromancino, 'Il rubacuori', nella compilation dei brani del festival di Sanremo. Se ci verrà proposto valuteremo l'offerta".
    Scoppia, immancabile e tempestivo (proprio nel giorno della conferenza stampa di presentazione ufficiale del festival…), l’atteso “scandalo” pre-Sanremo. Un bubbone mediatico che stavolta non riguarda le polemiche degli esclusi o le consuete denunce di pastette e spintarelle, ma lo scontro a muso duro tra un noto artista e la sua casa discografica. La EMI avrebbe censurato “Il rubacuori”, il brano con cui Tiromancino alias Federico Zampaglione si esibirà all’Ariston, tanto da costringerlo a interrompere i rapporti con la società e a presentarsi al festival come indipendente. Il motivo? L’argomento scottante della canzone, che parla di licenziamenti di massa adottando il punto di vista di un “tagliatore di teste”: tema delicato e sensibile, di questi tempi, anche per la stessa EMI, che ha appena annunciato tagli agli organici che interesseranno nel mondo tra i 1.500 e 2.000 suoi dipendenti (vedi News). A sostenerlo è lo stesso Zampaglione, in un’intervista rilasciata a Gino Castaldo che la Repubblica di oggi, 29 gennaio, pubblica a piena pagina. L’artista romano racconta di aver deciso di partecipare al festival con il pieno appoggio della sua casa discografica, in procinto anche di pubblicare un suo album dal vivo. Ma l’atteggiamento della EMI sarebbe totalmente cambiato dopo l’ascolto del brano: “Pensavo che avrebbero capito che la canzone affrontava un problema generale del paese”, dichiara la voce e anima dei Tiromancino. “E invece il giorno dopo c’è stato un improvviso cambio di rotta: si sono rifiutati d’iscrivere il pezzo a Sanremo e hanno addirittura revocato l’uscita del disco”. Per portare la canzone a Sanremo, aggiunge, “sono stato costretto a rompere il contratto con la EMI, non c’era altra possibilità”. Non solo: secondo Zampaglione anche altre major discografiche, dopo averlo contattato e aver mostrato interesse alla pubblicazione della canzone, si sono improvvisamente tirate indietro. “Presi gli accordi verbali, dopo l’ascolto del brano si è creato il deserto. Sono spariti tutti” (da fonti confidenziali raccolte da Rockol risulta che abboccamenti con almeno due major ci siano effettivamente stati, ma che siano naufragati per motivi puramente economici). “Una sorta di censura”, secondo Zampaglione, un ostracismo che si estenderebbe anche alle due compilation sanremesi pubblicate da Sony BMG e dalla stessa EMI. In proposito, SOny BMG ha precisato: "Ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna proposta per l'inserimento del brano dei Tiromancino, 'Il rubacuori', nella compilation dei brani del festival di Sanremo. Se ci verrà proposto valuteremo l'offerta".

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