I quotidiani sul nuovo album di Elio & le Storie Tese

I quotidiani sul nuovo album di Elio & le Storie Tese

Sui maggiori quotidiani in edicola oggi, spazio ad Elio e le Storie Tese.

Il più avaro è il "Corriere della Sera", che dedica un trafiletto al fatto che nell’album "Craccracriccrecr" c’è «anche Paolo Limiti (oltre a Mentana e Giorgio Bracardi). Il presentatore, autoironico, fa una lunga introduzione alla canzone "Caro 2000" nata, a suo dire, negli anni '50. Oggi, domani e sabato la band sarà allo Zelig di Milano, il 18 giugno a Imola parte la tournée». Tutti gli altri giornali si soffermano più a lungo sul gruppo e sull’album, per il quale ci sono molte parole di elogio. Ad esempio Fabrizio Zampa, sul "Messaggero", parla apertamente di «una lezione di creatività, raffinatezza, bravura e humour davanti alla quale molte delle nostre star dovrebbero levarsi il cappello». Su "La Repubblica", Flavio Brighenti scrive: «Gli "Elii", come al solito, fanno di tutto per non prendersi troppo sul serio ma più giocano a fare gli scemi più riescono a dimostrare di aver assimilato con acume la lezione del loro unico Maestro dichiarato, Zappa Frank. Così, stavolta, suonano tutto e il contrario di tutto ma citando sempre rigorosamente le fonti, perché "se rubiamo lo facciamo a volto scoperto". (.) "Craccr." è il primo disco che la banda Elio pubblica dopo la scomparsa del "suo" Paolone, ovvero Feiez. Il ricordo, la musica e le parole di Panigada ricorrono nell'album, ma con la delicatezza che solo gli amici possono praticare. "Qualcuno ci ha chiesto: con chi sostituirete il vostro sassofonista? E' come se dicessero: è morto tuo fratello, con chi lo rimpiazzi?", e allora nessuna sostituzione sarà mai possibile e il quintetto resta tale. (.) E mentre i quattro telefilm sull'America realizzati dal gruppo nella sua missione oltreoceano del gennaio '98 restano in stand by ("siamo troppo avanti, per i tempi: lo capiranno i posteri"), "Craccr." regala tecnologia: un abbonamento ad Internet con TiscaliFreeNet». Su "La Stampa" si torna sull’argomento censura: «Come mai quando Pino Daniele ha cantato "Che Dio ti benedica, che f." nessuno si è impressionato? E poi, se c’è un sedere in primo piano su una pubblicità nessuno si scandalizza, ma se pronunci la parola è il finimondo"». Pare comunque che la Rai sia intenzionata a "passare" il brano incriminato, "La visione"».

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