Pavarotti, il giorno dopo si gode il trionfo

Pavarotti, il giorno dopo si gode il trionfo

Luciano Pavarotti non sta più nella pelle (e sì che ne ha tanta). Dopo il “concertone” di Modena continua a gongolare per il successo ottenuto sia sul fronte delle critiche sia su quello dei dati Auditel (7.610.00 spettatori nella fascia 21.00/22.30, 3.555.000 spettatori nella fascia 22.30/01.00): un’eccezione in una stagione in cui gli ascolti non hanno mai raggiunto cifre da record. L’incontro con la stampa post-concerto si è trasformato rapidamente in una passerella, dopo la sfilate di “friends” che sul palco hanno duettato col popolare Lucianone nazionale. Persino i giornalisti americani, anziché chiedergli particolari sull’esibizione, lo invitano a partecipare a programmi radiofonici e televisivi in occasione del suo prossimo soggiorno negli Stati Uniti. “E’ stata l’edizione più bella, la più audace e policroma” – ha detto Pavarotti – “anche se non voglio fare torto a nessuno dei miei amici che hanno partecipato alle passate edizioni. Non si può fare uno spettacolo del genere se non si ha una certa condizione dell’anima. Quest’anno abbiamo lavorato in modo diverso, mescolando canzoni che fanno parte del mio repertorio con altre da pop singer”. E visto il successo dell’edizione ’98 già si pensa a quella del prossimo anno, anche se il risultato ottenuto in questa edizione spaventa un po’ gli organizzatori (e lo stesso Pavarotti) che temono di non riuscire più a ripetere l’exploit. Ma il tenore non ha dubbi: “Se due miei amici confermano l’impegno preso, anche il prossimo anno si farà un grande show”. I due “misteriosi amici” potrebbero essere Paul McCartney e Michael Jackson. Con quest’ultimo c’erano stati già dei contatti quest’anno, ma poi tutto è sfumato. Anzi l’accordo prevedeva addirittura che Jacko partecipasse al “Pavarotti & Friends” e che il tenore italiano restituisse il favore apparendo sul palco durante un’esibizione di Michelino in Corea. Pavarotti, che a tratti fatica a trattenere le lacrime ricordando la serata, a chi gli chiede qual è stato il momento più toccante di tutta la serata risponde senza esitazioni: “Se proprio devo scegliere direi il finale: intanto perché era dedicato ad una straordinaria ninna nanna scritta da Stevie Wonder, e poi perché quel pezzo chiudeva lo spettacolo, e soltanto in quel momento ho avuto la certezza del risultato. Abbiamo tutti lavorato molto, anche l’ufficio di Nicoletta Mantovani, per mettere in piedi un sogno che aiuta i bambini” (ricordiamo che i ricavati del concerto e le offerte fatte durante lo show andranno ai bambini della Liberia).

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