«Il nuovo album "Tears of stone", nei negozi a febbraio, si apre con un omaggio alla poesia di Yeats. "Ho lavorato a questo nuovo disco circa tre anni, ritagliandomi degli spazi tra un tour e l’altro", spiega l’arzillo Paddy, che per dare voce alle suggestioni della sua terra è riuscito ad avere in studio Bonnie Raitt, Natalie Merchant, Joni Mitchell, The Corrs, Sinead O’Connor, Loreena McKennit, Joan Osborne, Diana Crall e Sissel, l’interprete norvegese della colonna sonora di "Titanic". (...) "Francamente non penso che ‘Tears of stone’ possa essere considerato il seguito di ‘The long black veil’, prosegue il mucisista irlandese. "L’approccio è molto diverso. Quello era un progetto più energico, più muscoloso, ma meno pittorico: C’erano Sting e i Rolling Stones, ma soprattutto le nostre canzoni. Per il repertorio di questo disco abbiamo preferito pescare nella tradizione».
«Ma Paddy, che ha da poco dato alle stampe con la sua etichetta Wicklow una raccolta di canzoni della Nuova Scozia registrata un anno fa con musicisti canadesi e intitolata "Fire in the kitchen", preannuncia anche un progetto tutto italiano. Uscirà a giorni un disco di brani natalizi scritto a quattro mani con monsignor Frisina, autore delle musiche più importanti che si ascoltano in Vaticano. "L’abbiamo realizzato tra Roma e Palermo. Oltre all’Orchestra del teatro Massimo, siamo riusciti a coinvolgere nel progetto pure Montserrat Caballè, Sissel, Zucchero e il tenore Pietro Ballo».