Musica digitale, Graham Nash tra i sostenitori di una 'start up' californiana

Musica digitale, Graham Nash tra i sostenitori di una 'start up' californiana
Il celebre autore di “Our house”, “Chicago” e “Immigration man” figura tra i primi entusiasti sostenitori (nonché tra i consiglieri del “board”) di NovaTunes, social network musicale e piattaforma di download che debutta sul Web a fine novembre. “Vogliamo portare il modello Radiohead a un livello superiore”, ha spiegato il presidente e fondatore della start up di Venice (California) Hans Veldhuizen, riferendosi al fatto che il tentativo di eludere il “sistema” per vendere direttamente la propria musica al pubblico “funziona con le band di fama mondiale, ma non con gli artisti emergenti che non hanno ancora una grande fan base”. “Noi”, aggiunge, “abbiamo sviluppato un modello in cui mettiamo insieme i fan degli artisti famosi con quelli di chi è ancora a inizio carriera. Così facendo ci rivolgiamo istantaneamente a un pubblico di appassionati di ogni parte del mondo, interessato alla musica di qualità prodotta da grandi artisti. Crediamo fermamente che in giro ci siano molti amanti della musica disposti a pagarla, a condizione che abbia un prezzo ragionevole, sia facile da scaricare e venga fornita senza fastidiose restrizioni”. Quella di NovaTunes, di conseguenza, sarà scaricabile direttamente dalle “pagine” dei singoli artisti in alta qualità e senza DRM (così da risultare riproducibile su qualunque tipo di lettore digitale), a un prezzo deciso dallo stesso artista e mediamente compreso tra i 5 e i 9 dollari. In cambio di quella piccola somma di denaro l’acquirente non riceverà soltanto i file audio ma un completo “DP” (“Download Pack”), comprendente grafica e illustrazioni, note biografiche e di copertina, testi delle canzoni e un video riproducibile anche sull’iPod o altro tipo di riproduttore digitale portatile. Gli utenti del sito, che potranno ascoltare un album per intero prima di deciderne l’eventuale acquisto, potranno anche utilizzare la piattaforma per scambiare messaggi con altri fan o gli stessi musicisti, discutere di musica, scrivere recensioni e inviare le proprie raccomandazioni come succede in qualunque altro social network.
NovaTunes sarà anche una sorta di etichetta digitale, dal momento che non sarà aperto a tutti ma solo a un roster selezionato di artisti: una sessantina, per cominciare, e tra questi il direttore artistico John Wooler cita lo stesso Nash, Jackson Browne, Leon Russell, Julia Fordham ma anche nomi emergenti come Joe Purdy, Meiko, Bow Thayer e gli HoneyTribe di Devon Allman. Ognuno di essi conserverà il pieno controllo creativo della sua opera e intascherà il 70 % degli introiti. “L’industria musicale si trova in gravi difficoltà e le soluzioni arrivano proprio da società come NovaTunes”, sostiene Graham Nash. “Questa gente capisce il significato di Internet e ne approfitta per creare uno spazio dove i musicisti possono comunicare con i fan e fargli avere la loro musica istantaneamente, ovunque essi si trovino. Questo è il futuro”.
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