Lombroso: ‘Il nostro nuovo disco è quasi un concept”

Lombroso: ‘Il nostro nuovo disco è quasi un concept”
Hanno riscosso un discreto successo con il loro album d’esordio eponimo nel 2005 (vedi News), ed ora, i Lombroso, ritornano con un secondo album di inediti (con all’interno un’immancabile cover di Lucio Battisti) dal titolo “Credi di conoscermi”.

“Subito dopo il primo album ci siamo rimessi a suonare”, ha spiegato Dario Ciffo, voce e chitarra, a Rockol, “venivano fuori dei riff molto interessanti, ed il disco è nato in modo molto naturale anche se ci abbiamo messo un po’ a mettere insieme tutte le idee”.
Nel secondo progetto discografico del duo milanese si nota sin dal primo ascolto una maturità musicale e vocale, soprattutto per quando riguarda Ciffo: “Non ho mai studiato canto, ho seguito un po’ di lezioni. Canto più che altro in modo istintivo e probabilmente rispetto al primo disco la voce è venuta meglio perché, avendolo registrato a casa mia, non ero legato alle tempistiche di studio. Non abbiamo mai avuto tempi lunghi da passare in studio perché non abbiamo mai avuto un budget per poter stare molto dietro ad un disco, e così facendo va a finire che fai tutto in una settimana e ti stressi. Mi sono sentito più libero questa volta, e il risultato si sente”.
“I brani sono per la maggior parte ispirati a storie mie”, ha precisato Ciffo, “ogni canzone è un episodio, lo vedo un po’ come un concept album, in cui sono raccontate varie situazioni vissute”. All’interno di “Credi di conoscermi” è presente anche il brano “Cinque minuti”, primo nuovo singolo di Morgan: “E’ un pezzo nato insieme a Morgan. L’abbiamo scritto noi, ma non sapevamo bene come svilupparlo, mancava il ritornello. Ci siamo trovati una sera insieme e glielo abbiamo fatto sentire, lui l‘ha completato, e gli ha dato una piega”.

Anche per la realizzazione di questo secondo album i Lombroso si sono avvalsi della collaborazione di Taketo Gohara: “E’ un ottimo amico in miniatura, l’uomo della tecnologia, un ottimo produttore”, ha spiegato il batterista Agostino Nascimbeni, “E’ dal primo disco che lavoriamo con lui, gli è piaciuto da subito il nostro progetto e ci troviamo molto bene sotto tanti aspetti, ci apprezza, ci crede e ci dà ottimi consigli”.
I Lombroso ci parlano poi delle loro influenze: “Noi amiamo i Pooh, Lucio Battisti, Maurizio Vandelli, i New Trolls: i cori che mettiamo nelle canzoni sono spesso ispirati a questi artisti, ma è anche vero che ci sono venuti in maniera molto spontanea, come per esempio per la cover ‘Il paradiso’. L’abbiamo scelta principalmente perché è di Battisti, e sono in pochi a saperlo, visto che è sempre stata cantata da Patty Pravo. Ci piace fare cover”, ha aggiunto Ciffo, “ma ora ci prenderemo una pausa da questo per non rischiare che la gente possa pensare ai Lombroso come quelli che fanno le cover di Battisti. È un elemento bello quanto rischioso”.
Sul palco i Lombroso non hanno aggiunte, si presentano così, in due: voce e chitarra di Dario Ciffo e batteria e cori di Agostino Nascimbeni: “Siamo in due sul palco, in stile White Stripes, interagiamo molto tra di noi. I nostri sono concerti da vedere, e rispetto alle date promozionali del primo disco, saranno live più crudi, molto più rock”.
“Siamo molto contenti del risultato ottenuto”, hanno concluso i Lombroso, “anche nella fase di pre-registrazione avevamo molti dubbi, eravamo agitati, in positivo, perché volevamo subito sapere come sarebbe venuto il disco. L’abbiamo masterizzato al Nautilus e mixato alle Officine Meccaniche di Mauro Pagani. Abbiamo lavorato con un sistema nuovo, andando a mixare le tracce aperte: è una situazione che ci è piaciuta molto. La masterizzazione dà il risultato finale, ma poi una volta che è mixato non puoi più toccare i suoni, invece abbiamo cambiato ancora alcune linee e fatto piccole variazioni che sono risultate essenziali, anche se così facendo abbiamo corso il rischio di rovinare alcune cose”.
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