Nuovo album di Wyclef Jean: ‘Odio, amore, guerra e speranza’

Nuovo album di Wyclef Jean: ‘Odio, amore, guerra e speranza’
A partire dal 4 dicembre sarà disponibile nei negozi il nuovo album di Wyclef Jean, intitolato “The carnival II: Memoirs of an immigrant”.
Il sesto album dell’ex Fugees, anticipato dal singolo “Sweetest girl”, raccoglierà quattordici brani inediti realizzati con la collaborazione di diversi artisti.
“La prima cosa che faccio è comporre la musica”, ha spiegato Wyclef, “ho impiegato circa un anno e mezzo prima di avere tra le mani tutto il materiale per questo disco, poi mi sono messo alla ricerca degli ospiti giusti. Non penso mai a qualcuno in particolare quando scrivo una canzone, semmai cerco l’artista più adatto a ciò che ho scritto: questo è capitato anche con “Maria Maria”, la canzone poi interpretata da Santana. Pensavo solo a un grande chitarrista, più avanti ho pensato a Carlos”.
Dai più popolari fino alle nuove scoperte, dagli artisti jazz fino a quelli di estrazione rock, gli ospiti di questo disco sono differenti tra loro: Shakira e Mary J. Blige (rispettivamente in “King and Queen” e in “What about the baby”), Norah Jones (in “Any other day”), Paul Simon (in “Fast car”), Akon e Lil’Wayne (che hanno partecipato alla registrazione del primo singolo, “Sweetest girl”) ed il membro dei System of a Down Serj Tankian (in “Trouble again”) ma anche la jazzista Niia.
“Avrei chiamato volentieri anche Eros Ramazzotti a cantare con me, ma purtroppo ci siamo conosciuti solo dopo che l’album era già completo. E’ un artista che stimo molto, spero di tornare a lavorare con lui prima o poi”, ha spiegato Wyclef che recentemente ha collaborato con il cantante italiano in un brano della sua raccolta.
Gli argomenti trattati nei testi delle nuove canzoni toccano alcuni temi essenziali: amore, odio, immigrazione, guerra e pace. Ma ciò che accompagna ogni racconto messo in musica è una grande speranza di poter migliorare, unendo le forze, le sorti del mondo.
“Il brano che apre l’album, intitolato semplicemente ‘Intro’, racconta un momento della mia vita privata: sto scrivendo una canzone e mia figlia Angelina, che ha due anni, continua ad interrompermi per avere la mia attenzione. Ho voluto aprire così questo disco perché mi sembrava uno splendido esempio di quell’innocenza tipica dell’infanzia”, ha dichiarato Wyclef.
“Anche la canzone che canto con Mary J. Blige parla della mia esperienza di padre, ma da un altro punto di vista: dopo un litigio con la mia compagna, tra urla e grida, sono stato mandato via di casa. Dopo due giorni l’ho chiamata perché volevo parlare con la mia bambina e lì, appeso ad una cornetta, mi sono messo a piangere. Mary J. Blige interpreta con la sua voce la visione, non meno sofferente, della donna che sta dall’altra parte. Il senso è che quando ci sono i figli di mezzo bisogna andarci piano, tutto appare sotto una nuova ottica anche nella coppia”.
Anche il primo singolo estratto da “Carnival II” pone l’attenzione sulle donne, in particolare sulle giovani ragazze che hanno bisogno di aiuto: “E’ la storia di una ragazza che conoscevo alle superiori: era un angelo. Poi, lentamente, nella sua vita è arrivata la droga e di seguito la necessità di prostituirsi, così quell’angelo si è trasformato in un giovane essere umano con un grande bisogno di aiuto. Ne parlo perché è un argomento che ha bisogno di attenzione”.
Per realizzare questo brano, Wyclef ha voluto accanto a sé (oltre a Lil’Wayne ed Akon) anche una nuova promessa del jazz: “La voce femminile che sentite in ‘Sweetest girl’ è quella di Niia, una studentessa universitaria di Boston. Ho subito pensato che fosse un prodigio e le ho chiesto di venire nel mio studio di registrazione per cantare qualcosa. Non sapeva nulla di Reggae o di Hip Hop, ma è comunque riuscita ad integrarsi splendidamente con lo spirito della canzone”.
L’unico brano dell’intero album ad essere stato scritto a due mani è quello in cui Wyclef duetta con la cantante Norah Jones, intitolato “Any other day”: “Abbiamo scritto le parole insieme perché è un fatto di attualità che sta a cuore a entrambi: le vittime dell’uragano Katrina. Il pezzo è stato caricato online e tutti i proventi delle vendite sono andate a quella gente che ha voglia di ricominciare, di ricostruire la propria esistenza”.
Questa iniziativa benefica non è l’unica in cui il musicista e cantante si sta impegnando: da poco più di due anni, Wyclef ha attivato un programma di rieducazione per i bambini detenuti nelle carceri della sua terra d’origine, Haiti.
“Ho voluto avvicinarmi a loro, conoscerli, sentire la loro storia. Alcuni di quei bambini sono stati giovanissimi soldati e si sono sporcati di crimini immondi, ma non dimentichiamo che hanno al massimo dieci, undici anni. Devono potersi costruire un futuro. Io stesso sono stato colpito durante una sparatoria alla loro età, ho ancora un proiettile nella gamba sinistra. Ma la vita va avanti, bisogna riuscire a tirarsi fuori dai guai”.
Il disco si chiude infine con un brano della durata di tredici minuti, “Carnival jam”, nella quale Wyclef ha mescolato venticinque ritmi differenti (dalla Soca al Reggae) provenienti dalla sua terra d’origine: “Se non ci siete mai stati, vi porterò lì con questa canzone”, ha dichiarato.
Ma oltre ai progetti solisti, il rapper e compositore non dimentica il gruppo con il quale tutto è cominciato: “I Fugees funzionavano perché ci mettevamo l’anima tutti e tre: io, Pras e Lauryn Hill. Purtroppo credo che in questo ultimo periodo Lauryn abbia perso la sua strada. Ho provato a mettermi in contatto con lei per più di un anno, ma niente. Credo che la sua famiglia dovrebbe obbligarla a farsi curare da un medico perché altrimenti nel giro di due anni sarà persa per sempre”.
Nonostante l’idea di realizzare del nuovo materiale con i Fugees non sia in programma per il momento, esiste la possibilità che accada in futuro: “Il nostro contratto è ancora valido, il che significa che teoricamente dovremmo pubblicare qualcosa di nuovo. Ma finché Lauryn non si sarà rimessa in salute non se ne farà nulla”.
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