Ligabue presenta il 'best' con inediti: 'Ecco il 'primo tempo''

Ligabue presenta il 'best' con inediti: 'Ecco il 'primo tempo''
Per rompere il ghiaccio - e quel clima di (auto)celebrazione che quasi inevitabilmente si crea quando un rocker con una carriera ultradecennale presenta alla stampa un "best of" - Ligabue chiarisce subito, a proposito di "Ligabue - primo tempo", prima parte dell'antologia che verrà completata dall'emissione in programma per il prossimo maggio (vedi News): "L'ho fatto per adempiere ad obblighi contrattuali. Ma non è una forzatura. Anzi, credo che nella carriera di tutti gli artisti di un certo livello un'operazione del genere sia prevista, prima o poi. Per quanto mi riguarda, sono contento che nel mio caso sia stata fatta più 'poi' che 'prima'...". Non cede ad atteggiamenti di star consumata, il rocker di Correggio, nonostante la carne al fuoco sia talmente tanta da aver richiesto una divisione in due parti: "Un 'best of' non è niente di più che la raccolta dei brani ai quali il pubblico si è più affezionato. Nel mio ci sono i singoli più famosi, che - grazie alle moderne tecniche di masterizzazione - oggi è possibile riascoltare in una veste quasi rinnovata, pur senza aver riaperto le tracce in missaggio. Penso, ad esempio, a 'Non è tempo per noi', che grazie al lavoro su compressori ed equalizzatori ha ritrovato quel suo lato 'country' che nel mix originale era andato un po' perduto". Non poteva mancare, ovviamente, l'introduzione ai due inediti, realizzati in compagnia di Corrado Rustici: "Con Corrado ci siamo conosciuti grazie ad Elisa, ai tempi della collaborazione per 'Gli ostacoli del cuore'. Ci siamo scoperti a vicenda, ed ho pensato che il suo modo di lavorare sarebbe stato perfetto per i due brani che volevo inserire sulla prima parte della raccolta. In 'Niente paura' parlo del tempo che passa... Passa anche per me, e - per come sono fatto - vivo gli anni che passano con le apprensioni di chiunque altro. Ma la musica che faccio alcuni la chiamano rock, ed il rock è nato come celebrazione della vita. Ed è questo il significato che do al mio lavoro: celebrare la vita. Per l'altra, 'Buonanotte all'Italia', lo spunto l'ho avuto mentre tornavo a casa una sera, dopo un concerto. Vedevo questo Paese bellissimo riposare, attraverso le luci delle case spegnersi e accendersi, e pensavo che fosse una cosa buona accompagnarlo nel sonno con una canzone. Perché questo è un Paese stanco, che ha bisogno di molto riposo...". Un discorso politico? "No, pur non avendo mai avuto una tessera, la politica ho provato a farla, tanto tempo fa, come assessore al Comune di Correggio per tre consigli comunali, ed ho scoperto che non è il lavoro che fa per me. Più che altro esprimo il mio senso di appartenenza al mio Paese, paese dove fare il politico 'propositivo' sta diventando sempre più difficile, paese dove il mondo politico e quello reale si stanno sempre più allontanando, paese dove la politica delude moltissimo...". Ma, attenzione, nessuna tentazione 'grillista': "Credo fortemente nella spinta dal basso per cambiare le cose, e il mio sostegno ai disegni di legge popolare proposti da Grillo è da vedere in questo senso. E' tutto meno che 'antipolitica'". Tornando alla musica, in un periodo dove illustri colleghi cercano di farcire i propri '"best of" di collaborazioni più o meno illustri, non ha mai pensato, Ligabue, di farsi dare una mano da qualche amico "speciale"? "Assolutamente no. Artisti come Zucchero o Ramazzotti sono internazionali, io no. Canto in italiano, e non avrebbe nessun senso stravolgere le canzoni in funzione di un'ospitata: ci ho anche provato, a tradurre qualche mio testo in inglese, ma il risultato non mi ha soddisfatto". Venendo ai concerti (sold out quelli di Roma, mentre invece con ancora qualche biglietto disponibile in extremis - almeno al momento in cui scriviamo - quelli di Milano, vedi News), cosa dovrà aspettarsi il pubblico? "Beh, innanzitutto le scalette saranno composte solo da singoli. E poi la scenografia sarà molto meno 'invasiva' rispetto al passato. Abbiamo creato una sorta di 'palco a scomparsa' che farà a meno dei tralicci di metallo che solitamente fanno da sfondo ai concerti rock". Non manca, ovviamente, la classica domanda sanremese: festival sì o festival no? "Ma io ci sono già stato, a Sanremo, l'anno scorso", glissa con eleganza il Liga: "Mi ci ha portato Marcoré. E credo che in futuro continuerò a delegare a lui quel compito...". E, per quanto riguarda un nuovo album di inediti? "Scrivo in continuazione, e di materiale - almeno a livello quantitativo - ne ho anche per più di un album. Ma visto che, per me, un album deve raccontare una storia e non limitarsi ad essere una collezione di canzoni, sto aspettando di avere tutti i brani giusti. Ammesso, e non concesso, che in futuro si pubblichino ancora gli album, visto l'abbassamento generale della soglia di attenzione da parte del pubblico...". E come si pone, Ligabue, nei confronti della nuove forme di supporto e diffusione della musica registrata? "Per quanto riguarda la telefonia, fa tutto la mia casa discografica, io ne so davvero poco. Un grande passo, per me, è stato concedere per la prima volta un mio brano per una sincronizzazione televisiva ("Happy hour", dall'album "Nome e cognome"): all'inizio ero perplesso. Poi, grazie allo spot, il disco è salito in cima alle classifiche e il brano è diventato uno dei più trasmessi. Se questo significa svalutare il proprio lavoro...".
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