The Styles: 'Il nostro disco? Bello, l'abbiamo registrato noi!'

Che gli Styles siano spavaldi e sfacciati (e per nulla modesti) lo si sente dire in giro. Leggendo la biografia presa dal loro sito Internet ufficiale (www.thestyles.net) se ne può avere una vaga conferma: "Le recensioni dei concerti sono ottime, il riscontro da parte del pubblico indiscutibile", e ancora, "'You love the Styles' è un disco scazzato e cazzuto, con testi pieni di ironia e sarcasmo masticati e cantati in faccia a chi ascolta. Non è il solito disco rock italiano depresso e deprimente".
Rockol ha raggiunto telefonicamente il cantante e chitarrista del terzetto, Guido Style, per farsi raccontare del loro album d'esordio "You love the Styles", edito dalla Sony BMG lo scorso 5 ottobre.
"Quando abbiamo presentato il disco al Rock'n Roll di Milano", ha spiegato Guido, "siamo stati sorpresi dall'accoglienza. Abbiamo sempre percepito il pubblico milanese come un pubblico 'fighetto', e vedere davanti a noi gente entusiasta e coinvolta è stata una grande soddisfazione".
Gli Styles (che si fanno chiamare Guido Style, Steve Style e Luke Style, come fecero i Ramones, precursori dell'originale, ai tempi, idea) si sono formati nel 2005 e dopo aver vinto, nello stesso anno, il concorso per band emergenti "Bandslam", hanno aperto i concerti di artisti del calibro di Iggy Pop, Graham Coxon e Dirty Pretty Things. Lo scorso giugno la band ha invece pubblicato il singolo "+ Stile", brano di successo realizzato in collaborazione con J Ax, e che ha dato al gruppo l'opportunità di suonare in giro per l'Italia in compagnia dell'ex cantante degli Articolo 31: "'+ Stile' è un brano che è stato scritto molto velocemente, e che non ha nulla a che fare con il disco. La canzone è nata in modo molto spontaneo, come l'amicizia con J Ax: è davvero un grande, un tipo molto rock'n roll, e lavorare con lui ci è servito molto, come del resto ci è servito aver aperto i concerti per gente come Iggy Pop".
Del loro disco appena pubblicato si dicono soddisfatti ("Per forza, l'abbiamo registrato nel nostro studio come volevamo noi"), soprattutto per quanto riguarda la masterizzazione fatta a New York: "E' stata un'esperienza unica: quando entri in uno studio con la maglia degli Strokes e scopri che in quello stesso posto ci hanno lavorato anche loro, ti senti al settimo cielo".
"E' vero che il nostro atteggiamento è un po' spavaldo", ha concluso Guido, "ma è anche vero che ci va bene essere così. Cerchiamo di ironizzare su noi stessi, e quando diciamo certe cose speriamo sempre che le nostre affermazioni non vengano prese troppo sul serio. Per questo motivo abbiamo intitolato l'album 'You love the Styles': non è un ordine per nessuno, solo un simpatico invito ad ascoltare la nostra musica. Se sembriamo così - ( intanto Guido, mentre è al telefono con noi, saluta e bacia le fan che a detta sua "lo assalgono"... ma di certo "la sua affermazione non va presa troppo sul serio") - è perché siamo molto sicuri di noi stessi e delle nostre capacità. Quello che ci aspettiamo da questo disco è che piaccia al pubblico e convinca il nostro produttore a farcene fare un secondo: non vogliamo avere il botto per poi avere una discesa lenta e sofferente, vogliamo essere sempre più bravi, più belli, più ricchi e più famosi".
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