L’MP3? E’ storia: prepariamoci all’MPEG-4

All’inizio del 1999 dovrebbe finalmente arrivare la certificazione ISO per il nuovo “encoder” multimediale MPEG-4, dotato di un’interfaccia IPMP (Intellectual Property Management and Protection) progettata appositamente per evitare quei problemi di pirateria che l’avvento dell’MP3 ha portato con sé; a quel punto, alla già caldissima questione della distribuzione musicale online dovrebbe essere impressa una svolta piuttosto potente.
MPEG-4 sta per “Motion Picture Expert Group 4”: si tratta di uno standard di codificazione per le presentazioni multimediali contenenti audio e video, di un formato basato su un insieme di tecnologie che lavorano congiuntamente per trasmettere o salvare qualsiasi combinazione di suoni naturali o sintetici, i cosiddetti "media objects" (ovvero: contenuti in audio e video) ed i dati necessari per decomprimere e ricomporre questi oggetti per l’utente, in grado di fruire della presentazione multimediale su richiesta. L’MPEG-4 è disegnato per funzionare su varie piattaforme, tra cui il broadcasting, il “data storage” (cioè CD, DVD) ed il world wide web; di qui, la grande flessibilità garantita dal formato.
In questo contesto quattro partner - InterTrust Technologies, Mitsubishi, National Westminster Bank (NatWest) e Rights Exchange - offriranno soluzioni in grado di garantire agli autori di musica, video e giochi la protezione del contenuto e la corretta gestione di tutti i diritti ad essi relativi.
Obiettivo principale di InterTrust è diffondere l’uso di IPMP per minimizzare la pirateria e l’uso non autorizzato della proprietà intellettuale, facendo ricorso alla propria esperienza ed alla tecnologia proprietaria per il commercio elettronico; Mitsubishi fornirà prodotti e servizi basati sul sistema di commercio elettronico di InterTrust; NatWest preparerà soluzioni software dirette a garantire alla clientela l’acquisto di prodotti e servizi legittimi; Rights Exchange fungerà da interfaccia con l’industria discografica per cercare di elaborare soluzioni appropriate per la protezione dei contenuti e la corretta gestione economica delle transazioni ad essi legate.
Sono attesi concreti sviluppi e una fase di “beta testing” nei prossimi mesi.
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