Sanctuary chiude, gli artisti si lamentano: 'Siamo nel limbo'

Che succederà agli artisti sotto contratto con la Sanctuary Records, ora che il nuovo proprietario Universal Music ha deciso di chiudere l’etichetta per concentrarsi sugli “asset” più redditizi ereditati dalla indie inglese (merchandising, management artistico, booking di concerti)? Non lo sanno neanche loro, sospesi in una poco piacevole situazione di incertezza. “Non possiamo fare nulla finché Universal non deciderà se far valere o meno la sua opzione”, ha spiegato a Billboard Mark Langthorne di 19 Management, che cura gli interessi di Marc Almond. L’ex Soft Cell aveva firmato con Sequel, un’etichetta del gruppo Sanctuary, un contratto valido per tre album (il primo dei quali, “Stardom road”, è uscito a giugno). Ma ora aspetta di conoscere le intenzioni della major, che si è presa tre mesi di tempo per comunicarle all’interessato. “Spero che non eserciti l’opzione”, ha aggiunto Langthtorne. “Sarebbe fantastico uscirne e firmare un altro contratto: abbiamo due altre case discografiche in attesa”.
La stessa Sequel ha pubblicato a maggio il primo album solista di Dolores O’Riordan, “Are you listening?”. E pure l’artista irlandese, conferma il manager Don Burton, si trova “per il momento in un limbo. Non abbiamo un’etichetta, siamo impazienti di partire con un nuovo singolo, il video è pronto e siamo bloccati” (fino a novembre, quando Universal deciderà se rilevare il contratto). La situazione in cui si trova la O’Riordan è quanto meno curiosa: “Avevamo scelto una indie”, spiega Burton, “perché i Cranberries avevano trascorso la loro intera carriera in Universal e volevamo proseguire con un’azienda più piccola…”.
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