Francesco Renga: musica e storie di un quarantenne inquieto

Francesco Renga: musica e storie di un quarantenne inquieto
Era scomparso dalla circolazione mentre la sua dolce metà (Ambra Angiolini, of course) guadagnava primi piani e lodi sperticate nel ruolo di attrice emergente e di bella ragazza pensante. Ma non è che in questi due anni di esilio volontario abbia pensato soltanto a fare il papà e il casalingo, Francesco Renga: che infatti torna di gran carica con, in rapida sequenza, un libro (“Come mi viene – vite di ferro e cartone”, esordio “letterario” che Feltrinelli pubblica il 4 ottobre), un disco (il quarto da solista, “Ferro e cartone”, nei negozi il 12 dello stesso mese) e un concerto “evento” (al DatchForum di Assago, il 4 dicembre) preparatorio di un tour che avrà luogo nei primi mesi dell’anno prossimo: tre momenti legati da un pensiero unico, da un intimo rapporto e un’ispirazione comune, anche se all’autore non piace usare il desueto termine di “concept”. “Non lo è, perché quando ho iniziato il viaggio che mi ha portato fin qui non sapevo dove sarei andato a finire. Non c’era nulla di calcolato e preordinato, quando sono andato dall’editore, ormai quasi tre anni fa, avevo in testa poche idee e confuse: la storia di un uomo che si lascia alle spalle ricordi e passato, e che svuotando case abbandonate raccoglie oggetti che raccontano delle storie e diventano man mano le sue memorie. All’epoca non avevo neppure completato la prima canzone, ‘Ferro e cartone’ appunto. Ma da lì in poi i due lavori sono proceduti in parallelo, culminando in due progetti collegati: undici sono le canzoni e anche i capitoli del ‘romanzo’. Ho preso in mano la penna perché pensavo che fuori dalla gabbia di una canzone di tre minuti, lontano dalle costrizioni della metrica e della rima avrei avuto più libertà. Pensavo anche che, senza metterci di mezzo la mia faccia e la mia voce, avrei potuto nascondermi più facilmente. E invece non è stato così: tutti hanno cominciato a prendere per confessioni autobiografiche quel che ho scritto, persino Ambra ne è rimasta turbata e mi ha chiesto se davvero sto così male! E’ stata una sorpresa anche per me, in verità e lo sarà per la mia famiglia…Ma questa non è la mia storia personale: anche se nel libro emergono le mie inquietudini, le mie zone d’ombra, il mio caos interiore, la mia tensione continua tra due poli opposti, la famiglia come luogo a cui ritornare e la voglia di scappare. Per questo in fondo al disco ho messo un pezzo come ‘Dove finisce il mare’: volevo lasciare un messaggio di speranza, alla fine”. Giura che non ritenterà l’esperimento, Francesco, ma intanto ammette che il libro “è stata l’occasione per fare un passo avanti, per raccontarmi in maniera diversa dal solito. Un rischio, mi rendo conto, perché il mio mestiere è di fare il cantante. Persino lo scrivere canzoni è venuto di conseguenza, come compendio all’espressività della voce”.
Una voce che in “Ferro e cartone” si circonda di suoni nuovi, “internazionali”: completato il lavoro di preproduzione a Milano, Renga ha raggiunto a San Francisco Corrado Rustici, incaricato della produzione. Come Ligabue ("che mi ha fregato il vocal trainer...", scherza), come i Negramaro (“che però sono arrivati da lui dopo di me, anche se il loro disco è uscito prima”). “Corrado, per me, è il miglior produttore italiano”, spiega Francesco. “Forse l’unico, anzi, perché gli altri si limitano a fare gli arrangiatori. Quando mi ha chiesto cosa volessi da lui non sapevo cosa rispondergli. Ci ho pensato su e gli ho chiesto di aiutarmi a fare un disco maturo, da quarantenne, che rispettasse la mia dignità artistica. Mi ha subito proposto di rinunciare all’orchestra, proprio a me che avevo vinto Sanremo! Mi ha insegnato che è meglio suggerire che spiegare tutto all’ascoltatore, così abbiamo lavorato con musicisti veri (tutti stranieri, ndr). Pochi strumenti e poche take. Rustici è anche riuscito a dare un suono diverso alla mia vocalità molto italiana, rispettosa della tradizione del Bel Canto. In pezzi come ‘Preda dei venti’ non ho rinunciato al fraseggio virtuosistico, ma grazie a lui ho evitato l’enfasi un po’ tronfia che avevano certe mie cose del passato. Corrado salirà sul palco anche a Milano, e sarà un bel regalo perché mi ha aiutato a rielaborare in maniera nuova anche il mio vecchio repertorio”. Qualcosa dei Timoria, magari, oggi che il gruppo non c’è più e certe ruggini sono acqua passata? “Ce ne sarebbero di belle cose da riprendere…Ma no, non l’ho mai fatto e non lo farò neanche questa volta, mi metterebbe in imbarazzo e ne sarei persino un po’ timoroso. Però ho ascoltato il box uscito da poco e devo dire che sono orgoglioso di quel periodo, a parte certe mie foto oscene che ci sono nel libretto.. Al di là delle stonature e degli strumenti scordati, in quei dischi c’era l’energia irripetibile dei vent’anni. Magari tradotte male per inesperienza, c’erano idee fresche e nuove. E anche come cantante penso di avere aperto una strada per gente come Giordano dei Negramaro e Francesco de Le Vibrazioni: nessuno, prima, usava quel modo di spiegare la voce…Giordano, per esempio, è uno che sa cantare, peccato che i Negramaro non si siano presi il tempo necessario per pubblicare il nuovo disco: dentro ci sono delle belle cose ma l’hanno dovuto fare in fretta e si sente”. Lui non ha avuto questo problema: “No, ci sto attento perché sono convinto che la crisi del mercato discografico sia una crisi creativa. La gente è semplicemente stufa di dischi brutti, in cui i pezzi buoni sono uno o due. Volevo fare un album che reggesse dall’inizio alla fine. Che suonasse vero, che facesse capire la fatica, il sudore, le emozioni e le motivazioni che ci stanno dietro”. Tra queste anche una rinnovata religiosità con cui, dice, “ho ricominciato a fare i conti da quando sono nati i miei figli e ho cantato ‘Angelo’. Nel libretto del cd cito un verso dal Vangelo secondo Luca, scoperto accompagnando un giorno mio padre alla messa. ‘Sapete giudicare l’aspetto della terra e del cielo, come mai questo tempo non sapete giudicarlo? E perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto?’ Non ho mai sentito niente di più lucido, forte e rivoluzionario, in tempi di confusione politica e morale come questi”.
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.