SanremoLab, il primo giorno di lezioni

SanremoLab, il primo giorno di lezioni
Dal direttore artistico di SanremoLab, Massimo Cotto, riceviamo il sintetico resoconto della giornata di ieri.

Come primo giorno non c’è male: 450 persone a seguire tre docenze diverse nella forma e nella sostanza. Prima Cristiano Godano, con il suo laboratorio di scrittura creativa diviso in tre fasi: la poesia “musicale” tra gioia e sofferenza di Ungaretti, Montale e Paul Valery; come nasce un testo dei Marlene Kuntz; e come si scrive il testo di una canzone incorporando il quotidiano. Poi Pippo Baudo, a metà fra ricordi e certezze (“bisogna avere l’ottimismo della volontà e il pessimismo della ragione, aver fiducia ma non essere mai contenti”). Quindi Francesco Renga, che ha parlato delle tecniche vocali e ha accettato di cantare canzoni sue e altrui (“Impressioni di settembre”) con gli allievi di SanremoLab che si davano il cambio a piano e chitarra. Atmosfera bella e partecipe, uditorio attentissimo, racconti in libertà. Di Godano ricordo una definizione bellissima (“poeta è colui che sceglie le parole”), l’elogio di Nabokov (“il mio autore preferito, convinto come me che quando uno scrittore raggiunge l’obiettivo raggiunge l’orgasmo”) e le mail di Nick Cave, che ha tradotto 5 canzoni dei Marlene (“mi spiegava perché aveva scelto alcuni termini anziché altri, e la motivazione era sempre la stessa: ‘Dobbiamo fare canzoni che siano cantate e cantabili’; da lui ho imparato che il significato non deve tardare ad arrivare, nei primi brani dei Marlene non era così”).
Baudo ha ricordato il primo impatto con Bocelli (“suo padre mi raggiunse al Tennis Club di Tirrenia e mi fece ascoltare un nastro, chiedendo: ‘Può partecipare a Sanremo Giovani?’; io dissi di sì e Zucchero gli scrisse ‘Il mare calmo della sera’”) e ribadito il suo no a Fiorello per il Festival: “Basta comici, puntiamo tutto sulla musica”). Renga, infine, ha riassunto la sua carriera dai primi passi a oggi e spiegato come nascono le canzoni: “Su un registratorino scassato incido melodia e voce, al massimo una o due parole. Da lì nasce l’argomento. È quindi l’inconscio che determina il testo. Le parole sono importanti anche quando hai una bella voce, la mia è espressione del mio tormento e della mia inquietudine”. Alla fine, tutti attorno a una chitarra, anche a lezioni finite. Giusto così. È la musica che deve avere sempre l’ultima parola.
Massimo Cotto
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2019 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.