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Cassazione: niente musica in radio se non si pagano le case discografiche

Non basta pagare la SIAE, per trasmettere musica in radio: bisogna versare una somma anche alle case discografiche titolari dei brani diffusi via etere. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con una sentenza emessa in data 8 giugno dalla terza sezione penale che respinge il ricorso presentato da un’emittente di Reggio Emilia dopo un sequestro effettuato dalla Guardia di Finanza. I magistrati del supremo organo giudicante hanno replicato che il mancato versamento dei diritti “connessi” alle imprese discografiche (rappresentate nella circostanza dall’agenzia SCF, Società Consortile Fonografici) costituisce una violazione delle norme sul diritto d’autore assumendo rilevanza penale: come gli autori, infatti, anche i discografici titolari delle registrazioni sono detentori di un diritto esclusivo protetto dalla legge.
    Non basta pagare la SIAE, per trasmettere musica in radio: bisogna versare una somma anche alle case discografiche titolari dei brani diffusi via etere. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con una sentenza emessa in data 8 giugno dalla terza sezione penale che respinge il ricorso presentato da un’emittente di Reggio Emilia dopo un sequestro effettuato dalla Guardia di Finanza. I magistrati del supremo organo giudicante hanno replicato che il mancato versamento dei diritti “connessi” alle imprese discografiche (rappresentate nella circostanza dall’agenzia SCF, Società Consortile Fonografici) costituisce una violazione delle norme sul diritto d’autore assumendo rilevanza penale: come gli autori, infatti, anche i discografici titolari delle registrazioni sono detentori di un diritto esclusivo protetto dalla legge.

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