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NEWS   |   Italia / 24/07/2007

Milano in Musica 2007: una rassegna per salvare gli artisti emergenti

Milano in Musica 2007: una rassegna per salvare gli artisti emergenti
Ha preso il via ieri, lunedì 23 luglio, la quarta edizione di Milano in Musica, una cinque giorni di spettacoli musicali ed incontri che si terrà nelle piazze, nelle metropolitane, nelle gallerie d’arte e nei locali del capoluogo lombardo.
Ideata e organizzata dall’Associazione Culturale Milano in Musica con il patrocinio del Comune di Milano - Assessorato Tempo Libero, e in collaborazione con RockTV, Radiofandango, Novunque, Le Scimmie, Artificio Lab, Rock Targato Italia, Divinazione Milano, Target, Indian's Saloon, Legend 54, Pentesilea, Ca di Fra', Maninalto, Gibilterra, Mondadori Multicenter, Messaggerie Musicali, PMI-Produttori Musicali Indipendenti, Rock Sound e Rock Star, la rassegna ha lo scopo di proporre artisti emergenti per dare loro l’opportunità di suonare ed esibirsi nei locali di Milano, che sembra non aver più nulla da offrire ai giovani talenti.
Proprio su quest’ultimo punto, alla Mondatori di Milano, si è sviluppato il dibattito tenuto da Francesco Caprini (Rock Targato Italia), Alessandro Cesqui (Novunque), e Christian Perrotta (Maninalto) e moderato da Franco Zanetti (direttore di Rockol).
“C’è una grande difficoltà nel far suonare gruppi emergenti qui a Milano”, ha spiegato Perrotta dell’etichetta indipendente Maninalto, “Per i gruppi affermati non è un problema, infatti Milano risulta come una delle città con più concerti. Il dramma è con i nuovi gruppi: non esistono locali scouting disposti ad investire su di loro. Basterebbe anche un solo club che facesse suonare tre, quattro, gruppi o cantanti a settimana. In realtà”, ha aggiunto, “non ci vuole molto a organizzarsi in questo modo, il problema è che non gliene frega nulla a nessuno”.
“Non esiste per le band emergenti un ambiente di scambio, di confronto, che permetta loro di incontrarsi”, ha precisato Alessandro Cesqui dell’etichetta indipendente Novunque, “Siamo arrivati al punto che l’etichetta pubblica un disco al proprio cantante, contatta le radio e i giornali, si promuove il disco, e poi ci si trova a fare un concerto in un locale che non ha un suo pubblico e che punta sulle conoscenze dell’artista per riempire la sala, così il tuo cantante si trova a suonare davanti a tre persone. E’ inaccettabile una situazione di questo tipo, va a discapito del locale stesso, dell’etichetta discografica, dell’artista e dei giornali e radio che si sono interessati”.
L’idea che accomuna gli addetti ai lavori e i giornalisti presenti in sala (Carlo Mandelli de Il Giorno, Camilla Ronzullo di Radio Lombardia, Matteo Cruccu del Corriere della Sera, e Daniela Calvi di Rockol) è quella di dare vita ad un collettivo, un gruppo di lavoro di persone specializzate in campo musicale che collabori per dare spazio a gruppi e cantanti esordienti, cercando di portare alle istituzioni milanesi una proposta valida, che scuota la situazione a favore degli emergenti.
“Si pensava”, è intervenuto Franco Zanetti di Rockol, “di fare portavoce di questa iniziativa Enrico Ruggeri – che sarebbe dovuto essere presente al dibattito ma per un contrattempo non è riuscito a parteciparvi – e affidare a lui il compito di raccogliere le richieste e le proposte di musicisti e discografici e farle avere direttamente al Comune”.
Durante l’incontro sono intervenuti alcuni giornalisti come Matteo Cruccu del Corriere della Sera (“A Milano c’è un intolleranza di fondo su tutto ciò che è cultura”) e Camilla Ronzullo di Radio Lombardia (“Gli artisti ci mettono anche del proprio: non vanno a vedere i concerti di altri musicisti e sono troppo egocentrici”), ma molte sono state le discussioni sollevate dal pubblico presente: una trentina di persone tra musicisti, docenti, e genitori interessati a proposte culturali per i loro figli che non ha esitato nel porre domande provocatorie ai discografici, mettendo a volte in dubbio il loro lavoro. “Il compito del discografico”, ha spiegato Zanetti, “una volta era quello di ascoltarsi i demo, individuare un buon prodotto, pubblicarlo e guadagnarci. Oggi che la discografia è in crisi e fare dischi non vuol più dire fare soldi, il compito del discografico è cambiato. Di questi tempi per convincere un giornalista o un’etichetta ad ascoltarti devi incuriosire, devi saperti vendere, devi insistere e accettare anche il fatto che potrai non piacere”.

“Un grosso problema sono le radio”, ha concluso Francesco Caprini di Rock Targato Italia, “Se facessero ascoltare solo dieci minuti di musica un po’ diversa dalla solita che ci propongono, cambierebbe già qualcosa. Non capisco che fastidio possano dare ai direttori artistici delle grandi emittenti radiofoniche alcuni minuti di musica non convenzionale”.
Per maggiori informazioni su concerti, incontri e spettacoli della rassegna è possibile consultare il sito Internet www.milanoinmusica.it.