Rockol - sezioni principali

NEWS   |   Industria / 13/07/2007

Musica live sul videofonino, Italia all'avanguardia

Musica live sul videofonino, Italia all'avanguardia
La musica dal vivo, rito collettivo e momento d’aggregazione per antonomasia, riscuote successo sugli schermi solitari di Internet e dei videofonini. Ne prendono nota piattaforme Web come Rosso Alice, operatori di telefonia mobile come 3, case discografiche e mediatori di contenuti. Leader dell’emergente settore del “live in digitale”, in Italia e nel resto d’Europa, è la Digital Bees (gruppo Digital Magics) diretta da Claudio Somazzi, giornalista e autore televisivo di tanti programmi musicali nostrani, dal DeeJay Television anni ’80 al CD:Live dei giorni nostri passando per Festivalbar, Super, Top Of The Pops. Con la società di cui è amministratore delegato, da alcuni anni acquista, produce, assembla e distribuisce contenuti destinati alla diffusione su molteplici piattaforme digitali, Internet e telefonia mobile. E in collaborazione con 3, leader di mercato nella telefonia Umts (7,2 milioni di abbonati in Italia), ha ora portato la musica live anche sul videofonino, diffondendo su rete mobile dvd di successo (il “Confession tour” di Madonna, il “Giannissima” di Gianna Nannini, ecc.: in contemporanea alla distribuzione nei negozi) ma anche filmati realizzati ad hoc o materiali d’archivio e promozionali altrimenti destinati all’oblio. Al costo di 5 euro, l’utente può gustarsi la visione in streaming dell’intero programma, un’ora o più di durata, nell’arco delle 72 ore successive all’attivazione del servizio, con la possibilità di interrompere e riprendere la visione dal punto desiderato grazie a una funzione “track by track” che permette di utilizzare il videofonino come se fosse un iPod e di saltare da una clip all’altra accedendo istantaneamente a quella preferita.
Come gli è venuta l’idea? “Mi è venuta”, racconta Somazzi, “perché in televisione la musica langue da troppo tempo. Tre anni fa, creando Digital Magics con altri partner, abbiamo cercato un’alternativa al mercato tradizionale delle suonerie e dei video full track: che costano tanto, 3 euro di media, e non offrono nulla di diverso da quello che passa regolarmente su Mtv. Guardandoci intorno, ci siamo accorti che anche all’estero esisteva pochissima offerta di materiale live. Così ci siamo attivati, producendo, acquisendo diritti, offrendo contenuti prima ai portali Internet come Rosso Alice, poi anche alle ‘telecom’: da dicembre siamo fornitori del canale musicale tematico di 3, oggi il secondo per volumi di introiti dopo l’ ‘adult’; e dall’autunno prossimo saremo anche su Tim e Vodafone. Con 3 siamo già arrivati a cifre significative, circa 30 mila ‘biglietti elettronici’ venduti al mese, 25 mila accessi per il solo ‘Confession tour’ di Madonna: un mercato di nicchia, certo, ma interessante. Grazie al rapporto di fiducia che abbiamo creato con le major possiamo già contare su un bel catalogo, oltre cinquanta concerti. Il repertorio proviene da tre fonti principali: l’archivio dvd delle major, ma anche materiali e diritti acquisiti in esclusiva territoriale (l’ultimo concerto europeo di Robbie Williams, l’anno scorso, e quest’anno lo showcase romano di Michael Bublé), e ‘promo’ delle case discografiche che altrimenti rischierebbero di non avere una vera pubblica diffusione né uno sbocco commerciale. E’ il caso di due recenti showcase dei Police e di Mika che noi abbiamo arricchito con altri contenuti, nel primo caso il ‘Synchronicity concert’ ad Atlanta dell’83, nel secondo un’intervista più filmati del backstage: il tutto è destinato a molteplici piattaforme, Internet, mobile ma anche tv satellitare, grazie all’accordo a lungo termine che abbiamo appena siglato con Music Box. E ora Somazzi s’è inventato anche i “Concerti Impossibili”, antologie che raggruppano su un palco virtuale i migliori esponenti di questo o quel genere musicale (la prima “compilation” riguarda le first ladies del pop di oggi, Shakira, Beyoncé, Christina Aguilera, Pink, Britney Spears). “Sono rimasto molto colpito dal libro di Chris Anderson sulla teoria della coda lunga”, racconta. “E’ un modello che funziona soprattutto sul Web, ma anche sul cellulare qualcosa si può fare. Un filmato di Hendrix non sarà mai richiesto come uno di Madonna ma abbinandolo a uno dei Doors, per esempio, si possono sommare due categorie di fan e due tipi di pubblico. Siamo in contatto con gli eredi di Bill Graham per acquisire in esclusiva diritti italiani su quello straordinario patrimonio di registrazioni video che fanno capo all’archivio Wolfgang’s Vault, una impressionante collezione di concerti leggendari tenuti negli anni Sessanta e Settanta al Fillmore East e al Fillmore West: dovremmo chiudere entro l’anno”. Ma non viene svilita, la visione sul minischermo di un cellulare? “Non più di tanto, in termini di fluidità, profondità d’immagine e luminosità i nuovi terminali offrono ottime prestazioni. Il limite attuale è che siamo ancorati all’Umts, la banda disponibile per il dvb-h per ora è assorbita da canali tematici che fruttano più della musica. La qualità non è un problema, e abbiamo sciolto anche il nodo aggrovigliato della catena dei diritti. In caso di distribuzione digitale di un concerto gli attori coinvolti sono almeno quattro: l’artista, la casa discografica, l’editore musicale, il promoter, e bisogna dialogare con tutti. Oggi i contenuti digitali fanno gola a molti, ma non tutti dispongono delle liberatorie necessarie. Ci sono ancora zone grigie, per fortuna avendo iniziato per primi siamo avvantaggiati e ci siamo guadagnati una patente di affidabilità”.