Lussemburgo: la UE imporrà l'abolizione del bollino SIAE?

Sorte segnata per il bollino SIAE su cd, dvd e altri supporti preregistrati? Secondo il sito Punto Informatico la Corte di Giustizia delle Comunità Europee potrebbe decidere di metterlo fuorilegge perché non conforme alla normativa comunitaria. Questa, almeno, sarebbe la tesi sostenuta dall’Avvocato Generale della Corte, Verica Trstenjak, chiamato a pronunciarsi su un caso risalente al dicembre del 2004, quando Karl Josef Wilhelm Schwibbert, legale rappresentante della società KJWS, venne accusato di avere commercializzato in Italia cd-rom privi del contrassegno richiesto dalla società degli autori (reato che, come noto, comporta conseguenze penali). All’epoca l’organo italiano giudicante (il Tribunale di Cesena) aveva trasferito le carte proprio al Tribunale del Lussemburgo chiedendogli di accertare la rispondenza della legislazione italiana alle direttive europee in materia: secondo l’avvocato (italiano) difensore di Schwibbert, infatti, la SIAE avrebbe irregolarmente introdotto vere e proprie regole “tecniche” in materia senza notificarlo, come previsto dalla legge, alla Commissione delle Comunità Europee. Il Governo italiano aveva replicato che di norme tecniche non si tratta, in quanto il contrassegno serve a identificare l’opera intellettuale riprodotta e non il supporto meccanico che la contiene, ma Trstenjak sembra pensarla diversamente: proprio per le presunte irregolarità della nostra normativa, secondo l’Avvocato Generale della Corte le autorità italiane non possono perseguire il sig. Schwibbert né, di conseguenza, sanzionare la sua azienda. Per conoscere il verdetto finale sul caso, ad ogni modo, bisognerà attendere ancora qualche mese.
    Sorte segnata per il bollino SIAE su cd, dvd e altri supporti preregistrati? Secondo il sito Punto Informatico la Corte di Giustizia delle Comunità Europee potrebbe decidere di metterlo fuorilegge perché non conforme alla normativa comunitaria. Questa, almeno, sarebbe la tesi sostenuta dall’Avvocato Generale della Corte, Verica Trstenjak, chiamato a pronunciarsi su un caso risalente al dicembre del 2004, quando Karl Josef Wilhelm Schwibbert, legale rappresentante della società KJWS, venne accusato di avere commercializzato in Italia cd-rom privi del contrassegno richiesto dalla società degli autori (reato che, come noto, comporta conseguenze penali). All’epoca l’organo italiano giudicante (il Tribunale di Cesena) aveva trasferito le carte proprio al Tribunale del Lussemburgo chiedendogli di accertare la rispondenza della legislazione italiana alle direttive europee in materia: secondo l’avvocato (italiano) difensore di Schwibbert, infatti, la SIAE avrebbe irregolarmente introdotto vere e proprie regole “tecniche” in materia senza notificarlo, come previsto dalla legge, alla Commissione delle Comunità Europee. Il Governo italiano aveva replicato che di norme tecniche non si tratta, in quanto il contrassegno serve a identificare l’opera intellettuale riprodotta e non il supporto meccanico che la contiene, ma Trstenjak sembra pensarla diversamente: proprio per le presunte irregolarità della nostra normativa, secondo l’Avvocato Generale della Corte le autorità italiane non possono perseguire il sig. Schwibbert né, di conseguenza, sanzionare la sua azienda. Per conoscere il verdetto finale sul caso, ad ogni modo, bisognerà attendere ancora qualche mese.
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