Quattro cd di musica e canzoni per il “Principe d’Egitto”, kolossal a cartoni animati firmato Spielberg

L’uscita (o meglio potremmo dire l’invasione) è prevista per il prossimo 18 dicembre, giorno in cui 260 cinema italiani esporranno le locandine del “Principe d’Egitto”, il film che segna il debutto della DreamWorks di Spielberg nella produzione di kolossal a cartoni animati, e che la vede quindi pronta ad insidiare il primato finora detenuto dalla Walt Disney Productions. Un film di argomento biblico, presentato negli scorsi giorni a Milano, dedicato - e non poteva che essere così, data l’appartenenza alla comunità ebraica dei soci fondatori di Dreamworks - al recupero della storia delle storie, ossia l’Esodo del popolo di Israele dall’Egitto dei Faraoni alla Terra Promessa. Nonostante le premesse, la storia è pensata con grande talento narrativo, e non si fa scrupolo di privilegiare l’aspetto umano della vicenda piuttosto che quello filosofico-religioso, assai meno appetibile per i bambini.
Mosè, figlio di schiavi ebrei che lo abbandonano in una gerla sul Nilo, viene trovato dalla moglie del Faraone e cresciuto nella più esclusiva delle corti del mondo, fianco a fianco con il figlio (vero) della coppia, l’erede al trono Ramses. Saranno dei bassorilievi e un incontro chiarificatore a ricordargli la sua vera origine e a spingerlo a guidare il suo popolo verso la libertà: le piaghe, la morte del primogenito, la marcia verso Israele e l’apertura del Mar Rosso sono gli avvenimenti che conducono alla fine del film, che si conclude con la discesa di Mosè dal Monte Sinai con le tavole della Legge.
Vivacizzato da un lavoro d’animazione titanico, caratterizzato da un tratto meno rotondo e più spigoloso rispetto al disegno Disney, il film scorre veloce e piacevole, rallentato forse soltanto un po’ dalle continue canzoni: è proprio la musica, presente in quantità industriale, a sembrare un po’ fuori luogo, visto che non viene utilizzata per spiegazioni - come spesso succede nei cartoon Disney - ma in sostituzione di dialoghi che, se realizzati a parole, sarebbero molto più veloci e scorrevoli.
E a testimonianza dell’importanza data dalla Dreamworks al parallelo progetto musicale, “Il Principe d’Egitto” vede uscire ben quattro colonne sonore: una è quella ‘ufficiale’, con il duetto già celebre tra Mariah Carey e Whitney Houston in “When you believe” e la partecipazione di Ofra Haza, Boyz II Men, Amy Grant (una curiosità: “When you believe” è presente anche in una versione cantata da Michelle Pfeiffer, in qualità di ‘voce’ della protagonista).
Segue la versione in italiano, con i brani di raccordo tradotti nella nostra lingua e le principali canzoni mantenute nella versione originale.
Per finire, escono anche “The Prince of Egypt” in versione “Nashville” e “Inspirational”, due album di brani ispirati al film scritti ed eseguiti rispettivamente da una parata di superstar del country e dell’R&B. Insomma, a parte qualche rockstar, all’appello della DreamWorks non manca nessuno: e basterà che il film abbia successo per poter pensare di coinvolgere - nei prossimi kolossal - anche altre grandi star. Per ora ci sono Mariah e Whitney, che è come dire - per gli Stati Uniti - le numero uno assolute.
Music Biz Cafe, parla Roberto Razzini (Warner Chappell Music Italia)
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