Russia, chiuso il sito pirata allofmp3: subito sostituito

Russia, chiuso il sito pirata allofmp3: subito sostituito
E’ intervenuto il Cremlino stesso, alla fine, per imporre d’autorità la chiusura del celebre sito russo allofmp3, specializzato in download non autorizzati ma mascherati da una parvenza di legalità (vedi News). La Russia di Putin, desiderosa di guadagnarsi l’accesso al WTO che presiede alle più importanti transazioni commerciali nel mondo, ha pagato pegno agli Stati Uniti che la accusavano di fare poco o nulla per arginare la contraffazione, anche musicale, arrivata nel paese a livelli record. Uno degli oggetti del contendere era appunto il “negozio” di musica digitale che, sostenendo di versare regolari royalty a una locale società degli autori, praticava – senza autorizzazione di artisti e case discografiche – prezzi stracciatissimi per il download di album e canzoni di successo scaricando sui clienti la responsabilità di verificare che i loro acquisti fossero in regola con le leggi in vigore nei rispettivi paesi di residenza.
Tutto finito, dunque? I commenti positivi ma cauti dei discografici, che a più riprese avevano portato allofmp3 in tribunale (celebri le cause intentate negli Stati Uniti da Arista, Warner Bros., Capitol e Universal, e quella promossa in Inghilterra dalla associazione BPI: vedi News), confermano che la situazione resta più fluida e ingarbugliata di quel che sembra a prima vista. “Se questa è la fine di allofmp3, allora è una buona notizia”, ha commentato laconicamente il presidente dell’IFPI John Kennedy. Mentre Enzo Mazza, presidente della Federazione contro la Pirateria Musicale (FPM), ha ricordato che proprio nei giorni scorsi l’organizzazione aveva inoltrato una nuova denuncia presso la Procura della Repubblica di Milano contro la società titolare del sito, Media Services, dal momento che allofmp3 offriva anche registrazioni abusive di artisti italiani. “Già nel 2005”, spiega Mazza, “da una denuncia di FPM era nata un’operazione che aveva portato alla chiusura di un portale di riferimento italiano e inoltre la FIMI aveva attivato anche l’Ambasciata italiana a Mosca. Ora sarà nostra cura monitorare con attenzione gli sviluppi collegati a tale sito e ad altri che dovessero rimpiazzarlo”. Cosa che puntualmente è già successa: Media Services ha subito attivato un sito fotocopia, mp3Sparks.com, che si basa sugli stessi principi di funzionamento e le stesse scappatoie legali del soppresso allofmp3. A questo punto, ha osservato un analista di Jupiter Research, il comportamento delle autorità pubbliche russe potrebbe essere interpretato come “un’azione cosmetica di un governo desideroso di soddisfare i requisiti di ammissione al WTO ma meno interessato a cambiare il modo in cui in Russia si tutelano i diritti d’autore sui new media”.
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