NEWS   |   Italia / 03/07/2007

Premio De André: il resoconto di una tre giorni di musica e poesia

Premio De André: il resoconto di una tre giorni di musica e poesia
Palazzi di dodici piani, casermoni, bambini, giovani ed anziani affacciati sui balconi e i più fedeli seduti in piazza, quella dedicata a Fabrizio De André: questa la cornice ai tre appuntamenti, 28, 29 e 30 giugno, della sesta edizione del Premio De André (vedi News).
Siamo a Roma, nel quartiere popolare della Magliana, e nessun luogo poteva essere più adatto per ospitare una rassegna per giovani cantautori e ospiti d’eccezione come Riccardo Sinigallia, Simone Cristicchi, Peppe Voltarelli, Ginevra Di Marco e molti altri ancora.
Le tre serate, presentate dal giornalista Massimo Cotto, ospitano i quattordici finalisti della sezioni Musica e i quattordici della sezione Poesia. Giovedì sera si esibiscono i primi sette: il grintoso Tiziano Tonutti con “Motori”, la giovane e poco convincente Giulia Anania con “Il nuotatore”, i curiosi ma poco efficaci Razmataz con “I quattro corvi neri”, gli interessanti Caraserena con “Franco Tiratore”, le stonate ma comunque divertenti Shootin’stars con “La panchina”, la determinata Veronica Marchi con “Ancora 5 minuti”, ed i travolgenti e carismatici Cordepazze, che con il loro brano “La canzone dello spacciatore” sono stati i protagonisti assoluti della prima serata. Oltre alla lettura delle prime sette poesie in finale, sul palco si sono esibiti con gran successo ed energia Riccardo Sinigallia, e i sardi Nielsa, vincitori dell’edizione 2005 del Premio De André e interpreti di una emozionante cover di “Inverno”. Gli altri due ospiti sono stati la Banda Arvalia e Aida Satta Flores – molto bella e fedele all’originale la sua versione di “Don Raffae’” – e gli Agricantus, a cui è stata affidata la chiusura della serata. Professionisti del mestiere, i palermitani: peccato che sull’ultima canzone, quella che doveva dare la buona notte alla piazza, il musicista Tonj Acquaviva interrompe tutto e dice che, per colpa di un contatto e problemi di monitor sul palco, non è possibile proseguire. Si scusano, o almeno è quello che cerca di fare la cantante Rosie Wiederkehr colta da un improvviso imbarazzo. Dicono che per loro la musica viene prima di tutto e così non possono proprio andare avanti. Contenti loro. Noi no.
Venerdì sera si apre con il verace Nando Citarella e i Tamburi del Vesuvio che lascia spazio dopo alcuni suoi brani ai rimanenti sette finalisti in gara: Giovanni Maria Block, bravi ma con un cantante un po’ troppo sicuro di sé, con “Canzone d’occidente”, i capaci Rosa Tatuata con “Signore dei falliti” (ancora complimenti al loro bassista, Nicola Bruno, per aver suonato, se mi ricordo bene, uno Starbass in maniera perfetta), il “pesante” e pretenzioso Michele Contegno e la Gran Bevuta con “Del viaggio e della polvere”, i SurSumCorda con la divertente e riflessiva “Mi hanno perso”, Emanuele Martorelli, già leader dei Razmataz e molto più apprezzato dalla giuria come solista, con “Trapassato prossimo”, i bravi, precisi e semplici Jang Senato con “Respirare”, il brano più immediato e piacevole della serata, e i Ratafiamm con l’originale “I cavalli di Cortez”.
Ospiti delle serata un Andrea Rivera in splendida forma che ha il compito di leggere le restanti poesie in gara: non le legge benissimo, non c’è una volta che non sbaglia almeno una parola dal testo, ma questo fa parte del suo personaggio. Bellissima la sua “lettera” rivolta al pubblico, che dice di aver ricevuto direttamente da Fabrizio De André: è una sequenza di frasi tratte dalle canzoni di Fabrizio, a partire da “Andrea”. Emozionanti gli interventi dell’elegante Giovanni Nuti, del rocambolesco Peppe Voltarelli e della sofisticata Antonella Ruggiero.
L’ultima serata, Sabato 30 giugno, è dedicata principalmente alle premiazioni, ma sul palco si alternano musicisti e artisti strepitosi a partire dagli sconosciuti, personalmente parlando, Sud Express, che con la grinta della cantante e ritmi più che meridionali e travolgenti scaldano il pubblico che li ringrazia con un lungo applauso. E’ il momento del primo premio, quello per la sezione Poesia: Dario Salvatori annuncia e consegna la targa al vincitore, Ivan Fedeli con “Voci e giorni del Giordano allenatore”. Il secondo ospite della serata è un fin troppo serioso Massimo Deidda, che rischia di far calare l’attenzione del pubblico, a cui chiede assoluto silenzio per la sua esibizione.
Sul palco viene invitato da Massimo Cotto il sindaco del XV Municipio, Gianni Paris. Al primo cittadino della Magliana prende però un colpo quando si accorge che Cotto gli ha preparato un bello scherzo: sale un palchista con una chitarra acustica e gliela mette in mano, lasciandolo imbarazzato in mezzo al palco e davanti ad un microfono. Cotto lo sollecita a cantare, a fare anche lui una cover di De André. Paris serissimo fa due arpeggi, porge l’orecchio, si accorda e intona una improvvisata ma fedelissima versione de “Il pescatore”. Il pubblico applaude divertito, soprattutto Dori Ghezzi seduta in giuria. Dopo il simpatico siparietto il sindaco premia i Cordepazze con il Premio “Miglior Interprete”, e consegna la targa al cantante del gruppo, uno straordinario siciliano di nome Alfonso Moscato che con ironia ritira il premio e ringrazia tutti. La band ripropone il brano in gara “La canzone dello spacciatore” e un’altra loro canzone altrettanto intensa e curiosa, “Giovannino senza paura”.
Il Parto delle Nuvole Pesanti prende possesso del palco riscuotendo un grande successo. Tocca poi ad una strepitosa Ginevra Di Marco: una carica, una voce e una grinta pazzesche.
E’ il momento della Targa speciale Rockol. Salgo sul palco accompagnata da Massimo Cotto, preparo la targa e lo seguo davanti al pubblico. Proclama i vincitori, gli Jang Senato con “Respirare”. Ci raggiungono e spiego le motivazioni di questa scelta da parte di Rockol: la canzone è immediata, semplice, fin dal primo ascolto ci è piaciuta molto, e vederli la serata precedente dal vivo ha confermato ulteriormente la loro bravura.
Non fanno in tempo a scendere dal palco, gli Jang Senato, che subito vengono richiamati dal presentatore che insieme a Dori Ghezzi consegna a loro il Premio "Canzone d'autore". La band di Cesena ringrazia emozionata e si esibisce con "Respirare" e un altro brano del suo repertorio.
A chiudere la rassegna ci pensa Simone Cristicchi, che non fa pesare l’assenza, per problemi di salute, di colui che doveva essere la punta di diamante della serata: Edoardo Bennato. Il vincitore dell’ultimo Sanremo intrattiene per più di mezz’ora il pubblico offrendo una bellissima versione de “La domenica delle salme”. Massimo Cotto riappare per i saluti e ringrazia tutti: la giuria, la Fondazione Fabrizio De André, Dori Ghezzi, i tecnici, i fonici, gli artisti, gli ospiti, tutta la gente affacciata ai balconi e quella presente in piazza, l’ufficio stampa del premio, Parole & Dintorni, e soprattutto l’organizzazione e la direzione artistica di Luisa Melis e delle sue collaboratrici Veruska, Paola e Annamaria.
Anche la terza serata finisce rapidamente, e si porta con sé gran parte della gioia e della serenità di questa tre giorni di musica e di festa, uno dei modi migliori per ricordare le parole e la poesia di uno scomparso ma mai dimenticato Fabrizio De André.

(dc)