Salzano: 'I Music Awards andranno avanti'

Salzano: 'I Music Awards andranno avanti'
Apprezzati dagli artisti (a cui non viene richiesto di mettersi in competizione tra di loro), criticatissimi da una parte della discografia e degli addetti ai lavori (ultime in ordine di tempo le “first ladies” Caterina Caselli, Claudia Mori e Dori Ghezzi), i Wind Music Awards guardano avanti. Apparentemente tetragono agli attacchi che gli sono piovuti addosso, l’organizzatore Ferdinando Salzano pensa già all’edizione dell’anno prossimo. “Mi piacerebbe riservare uno spazio anche a quei prodotti discografici che, pur non avendo raggiunto il quorum di vendite prefissato, siano comunque considerati degni di nota e di attenzione”, spiega con il filo di voce che gli è rimasto. “Per questo ho abbozzato l’idea di una academy composta da veri esperti e non da celebrità televisive come talvolta succede oggi: artisti, giornalisti, direttori artistici di emittenti radiofoniche, produttori, discografici, anche intellettuali vicini al mondo della musica. Si tratterebbe però di una mera integrazione, la sostanza dell’evento resteranno le vendite e i dischi di successo: sarà sempre il pubblico, con gli acquisti effettuati nel corso dell’ultimo anno, a decretare chi sono i destinatari dei premi”. Ripensamenti a posteriori sull’andamento della serata romana? “Nessuno in particolare, mi sembra sia andata benissimo anche se la prossima volta ci prenderemo tutto il tempo necessario per prepararla ancora meglio. Quest’anno abbiamo dovuto fare in fretta e furia: nel momento in cui un’azienda come Wind e una rete televisiva come Italia 1 hanno dimostrato la voglia di investire sulla musica è nata un’occasione che bisognava cogliere al volo”. Proprio la presenza forte e immanente di un marchio commerciale in una serata teoricamente dedicata alla discografia (e con il coinvolgimento di figure istituzionali importanti) ha sollevato critiche feroci. Salzano, però, resta della sua idea: “In un momento come questo pensare di promuovere la musica senza l’aiuto di sponsor e di forze esterne è anacronistico. Lo fanno in tutto il mondo, lo sta facendo, giustamente, la stessa Caterina Caselli per il lancio del nuovo album dei Negramaro sulle piattaforme Internet e di telefonia mobile, e certo non a titolo gratuito. Mentre l’azienda che ha finanziato i Music Awards, lo ribadisco, non ha neppure preteso i diritti di sfruttamento multimediale dei contenuti della serata. L’ho già detto: una volta che questa edizione degli Awards sarà archiviata (con la messa in onda di giovedì prossimo, ndr), voglio sedermi a un tavolo col direttore di Italia 1, Luca Tiraboschi, e discutere con lui la possibilità di introdurre in palinsesto altri spazi musicali dedicati ai giovani talenti e alla musica di qualità che non raggiunge lo status di best seller: li vedo come altrettante tappe di un percorso destinato a sfociare nel gran finale degli Awards. I presupposti per farlo ci sono, Italia 1 è un’emittente sempre attenta alle novità e al mondo giovanile”. Obiettivi di share, per la trasmissione che va in onda il 14 giugno? “Questi sono calcoli che lascio a Tiraboschi, io faccio il produttore televisivo solo in funzione della musica. E’ così dai tempi del ‘Night Express’, di ‘Super’ e del PIM, di cui ho organizzato otto edizioni”. Non ha pensato di lasciar perdere, dopo le critiche e le polemiche degli ultimi giorni? “Assolutamente no. E’ stata una gran faticaccia, ma mi ha ripagato l’adesione degli artisti e di tanti personaggi illustri che non appartengono all’ambiente musicale, segno che il mondo esterno ha percepito gli Awards come un evento importante. E poi mi confortano i messaggi di solidarietà e di apprezzamento che sto ricevendo proprio in queste ore”.
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