WMA: agli artisti piacciono gli 'awards' senza gara

Niente gara, niente stress, nessuno sconfitto ma soltanto vincitori. E così i big del pop nostrano, che per anni hanno snobbato i premi della musica organizzati dai discografici, sotterrano momentaneamente invidie e gelosie e riscoprono il piacere di incontrarsi, di stare insieme, di fare gruppo elargendo sorrisi, pacche sulle spalle, chiacchiere in relax. E’ successo mercoledì sera, 6 giugno, ai Wind Music Awards (vedi News) andati in scena all’Auditorium Conciliazione di Roma. Non che tutto sia andato liscio, non che non siano emerse pecche e difetti. La poca chiarezza nei criteri di assegnazione dei premi (non si capiva bene se e quando si trattasse di dischi, dvd, concerti, e a quale arco temporale si facesse riferimento), la tipica freddezza del “live on track” e degli show musicali confezionati prevalentemente in funzione televisiva, un pubblico che a scaldarsi ci ha messo parecchio, troppe comparsate virtuali in RVM degli illustri ospiti fan o amici di questo o quel cantante (Fiorello, la Carrà, Cannavaro, Verdone), qualche gaffe (soprattutto da parte di un Giancarlo Giannini stranamente distratto e un po' sfasato), una scaletta più volte corretta in corsa, un po’ di inconvenienti tecnici (Baglioni che si lamenta del chiacchiericcio in platea che gli rimbalza nei monitor, il piano di Giovanni Allevi che resta ammutolito…)….Però faceva una certa impressione ritrovarseli tutti lì seduti in prima fila, vicino al vicepresidente del Consiglio & signora come a un vero Oscar della musica, gli Zucchero, i Baglioni e gli Antonacci, i D’Alessio e i Venditti, le Nannini e i Ligabue accanto ai giovani che ce l’hanno fatta, Tiziano Ferro, Elisa, Nek (mancava la Pausini, pare esaurita dopo la pioggia di San Siro; se l’è cavata con un videomessaggio registrato). Ferdinando Salzano, patron di Friends&Partners, provato e piuttosto nervosetto dietro le quinte, è stato abile, l’ha pensata giusta e da questo punto di vista ha vinto la sua scommessa: facendo contenti prima di tutto i discografici e i loro artisti. I quali, nel backstage, esprimevano soddisfazione cogliendo anche l’occasione per (rari) reciproci complimenti.
    Niente gara, niente stress, nessuno sconfitto ma soltanto vincitori. E così i big del pop nostrano, che per anni hanno snobbato i premi della musica organizzati dai discografici, sotterrano momentaneamente invidie e gelosie e riscoprono il piacere di incontrarsi, di stare insieme, di fare gruppo elargendo sorrisi, pacche sulle spalle, chiacchiere in relax. E’ successo mercoledì sera, 6 giugno, ai Wind Music Awards (vedi News) andati in scena all’Auditorium Conciliazione di Roma. Non che tutto sia andato liscio, non che non siano emerse pecche e difetti. La poca chiarezza nei criteri di assegnazione dei premi (non si capiva bene se e quando si trattasse di dischi, dvd, concerti, e a quale arco temporale si facesse riferimento), la tipica freddezza del “live on track” e degli show musicali confezionati prevalentemente in funzione televisiva, un pubblico che a scaldarsi ci ha messo parecchio, troppe comparsate virtuali in RVM degli illustri ospiti fan o amici di questo o quel cantante (Fiorello, la Carrà, Cannavaro, Verdone), qualche gaffe (soprattutto da parte di un Giancarlo Giannini stranamente distratto e un po' sfasato), una scaletta più volte corretta in corsa, un po’ di inconvenienti tecnici (Baglioni che si lamenta del chiacchiericcio in platea che gli rimbalza nei monitor, il piano di Giovanni Allevi che resta ammutolito…)….Però faceva una certa impressione ritrovarseli tutti lì seduti in prima fila, vicino al vicepresidente del Consiglio & signora come a un vero Oscar della musica, gli Zucchero, i Baglioni e gli Antonacci, i D’Alessio e i Venditti, le Nannini e i Ligabue accanto ai giovani che ce l’hanno fatta, Tiziano Ferro, Elisa, Nek (mancava la Pausini, pare esaurita dopo la pioggia di San Siro; se l’è cavata con un videomessaggio registrato). Ferdinando Salzano, patron di Friends&Partners, provato e piuttosto nervosetto dietro le quinte, è stato abile, l’ha pensata giusta e da questo punto di vista ha vinto la sua scommessa: facendo contenti prima di tutto i discografici e i loro artisti. I quali, nel backstage, esprimevano soddisfazione cogliendo anche l’occasione per (rari) reciproci complimenti.

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