Zucchero talent scout: 'Se resta solo Sanremo, siamo rovinati'

Zucchero talent scout: 'Se resta solo Sanremo, siamo rovinati'
Le major sforbiciano a più non posso investendo sempre meno sui nuovi talenti, mentre radio e tv generaliste continuano imperterrite a snobbarli. E allora a promuoverli e incoraggiarli ci pensano i big della musica leggera: Zucchero, ma anche Elisa e Negramaro, pronti a ospitare sui loro palchi nelle sedi più prestigiose d’Italia giovani di belle speranze selezionati dal Cornetto Free Music Audition, operazione di talent scouting creata da Algida in collaborazione con La Serra/Carosello che in quattro anni di vita, racconta il direttore artistico dell’etichetta Claudio Ferrante, è passata da 300 iscritti a già oltre 1.300 (con prospettive di arrivare a quota 2.500-3.000, iscrizioni ancora aperte sul sito www.cornettoalgida.com), 80 % band, 20 % solisti, predilezione per il genere rock.
Il bluesman emiliano, in particolare, darà a giovani sconosciuti la possibilità di aprire tre concerti del suo “Fly World Tour”, l’8 giugno all’Arena Civica di Milano, il 13 luglio al Teatro della Valle dei Templi di Agrigento e il 21 settembre all’Arena di Verona (il primo dei fortunati, Simone Perrone, è un salentino di 19 anni). “Sono felicissimo di dare questa chance a ragazzi che se lo meritano”, spiega “Sugar” Fornaciari, “anni fa volevo lanciare un’iniziativa simile sul mio sito Internet. Avevo già pronto il nome, ‘Uniti nella diversità’, e anche l’idea di base: poi non se ne fece nulla perché non volevo delegare ad altri la scelta e non avevo tempo di occuparmene personalmente. Il fatto è che ci vuole un talent scout capace, un cane da tartufi: se ci affidiamo a quelli che scelgono il cast di Sanremo siamo rovinati”. Lui, ricorda, i “tartufi” del sottobosco musicale se li è sempre andati a cercare: “L’ho fatto con Bocelli, fui io una sera dopo un concerto a Bassano del Grappa a chiudere in camerino Caterina Caselli per dirle che doveva fargli fare un disco. L’ho fatto con Elisa, e in quel caso mi fidai di quanto me ne parlavano bene la stessa Caterina e Corrado Rustici. E oggi lo ripeto con mia figlia Irene, non per amore paterno ma perché ci credo davvero. Io stesso devo ringraziare Eric Clapton, che mi scelse per aprire un suo tour europeo”.
Anche stavolta non avrà tempo di seguire le cose in prima persona. “Ma mi fido di Ferrante. Quando bussai per otto anni alla porta di tutte le case discografiche prima di strappare un contratto”, scherza, “venni rifiutato anche dalla Carosello: lui però non c’era ancora. Claudio sa che bisogna evitare di cercare il mio doppione o quello di Vasco o della Pausini, i bei fighetti che escono da American Idol o Star Academy e che magari fanno il botto per poi sparire subito dopo. Del resto, i veri artisti di solito sono brutti: guardate me…”. E dunque l’iniziativa del Free Music Audition gli piace, anche ricordando il suo passato: “Cosa avrei dato, io, per suonare prima dei Nomadi al Festival di Scandiano! Avevo dodici anni, allora, e con la chitarra imitavo Guccini. Diedi un nastro di 12 canzoni ad Augusto, che lo fece avere alla EMI. Il direttore artistico, che poi ritrovai alla PolyGram, non me lo restituì mai. Io stavo lì seduto nel suo ufficio, mentre lui di spalle sulla sua megapoltrona faceva una telefonata di un’ora senza degnarmi di uno sguardo e di un ascolto”. Ma per i giovani d’oggi, riflette il veterano Fornaciari, è ancora più dura. “Allora almeno c’erano festival come l’EuroDavoli che giravano per le balere, mentre oggi i locali i discografici non li battono più: e fanno malissimo, perché lì il talento si trova ancora, soprattutto in provincia. Troppo facile cercare di cadere sempre in piedi, chi non rischia non rosica. Le radio, poi, non aiutano di certo: se sei giovane e sconosciuto non ti passano, e questo diventa un cane che si morde la coda. Un artista non può dipendere dall’airplay: in Francia il mio singolo ‘Baila’ non ha venduto finché NRG, il network più importante, non si è deciso a suonarla. Possiamo solo sperare in qualche discografico indipendente, per il futuro, e in qualche mecenate che come nell’antichità aiuti gli artisti”. Accanto a lui, annuisce il funzionario Unilever che ha appena spiegato i motivi della mutazione genetica subìta dal Cornetto Free Music Festival (niente più grandi nomi offerti gratis al pubblico, quest’anno: “Stare ancora di più dalla parte dei giovani è coerente alla storia della nostra marca”). E annuisce anche il promoter Ferdinando Salzano di Friends&Partners, che nella proliferazione di concorsi, contest e rassegne canore per esordienti non vede un pericolo d’inflazione. “Magari tutti facessero come Adelmo….Per questo mi auguro che manifestazioni del genere si moltiplichino. Anzi, spero che tutti, organizzatori e artisti, raccolgano l’appello”.
Dall'archivio di Rockol - racconta il tour di "Black cat" e il ritorno all'Arena
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