'Suonoglobal', arriva l'esperanto musicale di Roy Paci & Aretuska

'Suonoglobal', arriva l'esperanto musicale di Roy Paci & Aretuska
A due anni di distanza da "Viva la vida", Roy Paci e i suoi Aretuska tornano con il quarto album del loro progetto. "Suonoglobal" è il risultato di un lungo lavoro fatto assieme a diversi ospiti musicali italiani e internazionali. "Questo album è nato dopo tanto girovagare per concerti, anche perché le migliori idee vengono quando si è in viaggio e si assorbono le idee e le culture delle persone e degli amici che incontri", ci ha raccontato Roy. "E poi si è concretizzato tutto a partire dall'ottobre dello scorso anno, quando ci siamo rinchiusi nel nuovo studio che avevo appena finito di costruire nella provincia di Lecce. Volevamo assorbire un po' di sole e calore e credo che il Salento sia la terra adatta per cercare certe sensazioni". "Suonoglobal" raccoglie quindici canzoni e numerose collaborazioni con artisti del calibro di Manu Chao, Cor Veleno, Caparezza, Erriquez (Bandabardò), Sud Sound System, Raiz e Pau (Negrita). "Era da tempo che cercavo di raggiungere un equilibrio tra la musica che ci girava intorno e quello che in effetti mettevamo in ogni disco. Credo che in 'Suonoglobal' ci sia stata la consacrazione di quello che volevamo ottenere: un album che piaceva a tutti noi, un disco che poteva contenere la vastità dei linguaggi e degli idiomi utilizzati e che ci dava la possibilità di utilizzare quello che io chiamo 'italogno', l'esperanto musicale usato in questo lavoro che ruota attorno ad una matrice latina", ha spiegato Paci. "Ho coinvolto tutti gli amici che volevo coinvolgere attuando un specie di baratto umano: io ho registrato i loro dischi come nel caso di Raiz e del prossimo disco dei Negrita, e loro hanno ricambiato dandoci man forte".
Tra le collaborazioni presenti nel disco non si può non citare quella con Manu Chao in "Toda joia toda beleza", primo singolo estratto dall'album. "La collaborazione con Manu Chao prosegue da sette anni. Per questo disco ho trovato opportuno coinvolgerlo perché è una presenza prestigiosa e importante. Se non l'ho fatto prima è proprio perché non credevo fosse arrivato il momento giusto per chiedergli di collaborare", continua Roy. "E non nego che la stessa copertina del disco è in parte un tributo all'immaginario dei Mano Negra, ma proiettato verso il futuro. A realizzarla è stata un grafico americano un po' matto".
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