Comunicato Stampa: SANTI CALABRO' da Messina in concerto a Bologna

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AFORISMI, TUMULTI, CATARSI

Santi Calabrò, pianoforte
musiche di Schönberg, Beethoven, Brahms
martedì 17 aprile 2007 ore 21
Aula absidale S. Lucia, via De’ Chiari 25/a, Bologna
Ingresso libero e gratuito, fino ad esaurimento posti.

Prosegue con il pianista siciliano Santi Calabrò, la stagione concertistica del Centro La Soffitta - Dipartimento di Musica e Spettacolo (6 febbraio - 24 aprile 2007).

Martedì 17 aprile, ore 21 in Aula absidale S. Lucia (via De’ Chiari 25/a, Bologna)

Il concerto AFORISMI, TUMULTI, CATARSI vede protagonista Santi Calabrò al pianoforte, in repertorio che spazia da Sechs kleine Klavierstücke op.19, sei piccoli pezzi per pianoforte di Arnold Schönberg, intensi e fulminei, alla Sonata in Do minore n.32 op.111, l’ultima di Ludwig van Beethoven, accostata alla Sonata in Fa minore n.3 op.5, composta trent’anni più tardi da un giovane Johannes Brahms. Ingresso libero, posti limitati; apertura sala dalle ore 20.


I Sechs kleine Klavierstücke dell’Op. 19 si collocano nel periodo atonale di Arnold Schönberg (1874 – 1951). La durata complessiva è di circa cinque minuti: sono dunque fulminei aforismi, d’una tale concentrazione e intensità espressiva da richiedere un tempo psicologico d’assimilazione ben superiore alla durata cronometrica. Schönberg li scrive poco dopo la morte di Gustav Mahler, ch’era stato per lui un fedele amico e protettore.

Ludwig van Beethoven (1770 – 1827) compone la Sonata in Do minore per pianoforte, nel 1821-22; nel 1823 viene pubblicata a Parigi, Berlino, Vienna e Londra come Op.

111. Essa consta di due soli movimenti, mentre in quegli anni una sonata ne conta di solito tre o quattro. Taluni considerarono dunque "incompiuta" la Sonata, alla stregua della più celebre Sinfonia schubertiana. I lampi e i tumulti sonori dell’Allegro con brio ed appassionato, introdotto da un breve e torvo Maestoso, trovano un catartico rasserenamento nel tema, sublime, dell’Arietta con variazioni. Beethoven concepisce quest’ultima Sonata per opposizioni, accostando due movimenti contrastanti al maggior grado, quasi mondi irriducibili. Trent’anni più tardi, il ventenne Johannes Brahms (1833 – 1897) compone la Sonata in Fa minore op. 5: stavolta è una Sonata esuberante, addirittura in cinque tempi. Brahms condivide col maestro di Bonn la concezione grandiosa ed eroica, la vastità della struttura, l’intensificazione dello sviluppo e del lavorìo tematico, la sonorità piena e "sinfonica" del pianoforte. Le Sonate di Brahms (Opp. 1, 2 e 5) sono tra le prime composizioni ch’egli ritiene degne di pubblicazione (1853-54), ma anche le sue sole Sonate per pianoforte.



. Santi Calabrò. Nato a Messina, ha studiato al Conservatorio "Arcangelo Corelli" della sua città sotto la guida del maestro Vittorio Trovato. Ha frequentato corsi e lezioni di perfezionamento con i maestri Giuseppe La Licata, Daniel Rivera, Pierluigi Camicia, Todor Petrov, Sonja Pahor, Maria-Regina Seidlhofer. Ha seguito studi di composizione ed è diplomato anche in Didattica della musica. Si è laureato in Lettere moderne nella Facoltà di Lettere e filosofia dell’Università di Messina. Agli studi ha precocemente affiancato l’attività concertistica, suonando per importanti istituzioni e riscuotendo unanimi consensi. È risultato vincitore di premi in concorsi pianistici nazionali ed internazionali. Recentemente si è esibito con la Filarmonica di Stato "Dinu Lipatti" di Satu Mare, l’Orchestra della Magna Grecia a Taranto, l’Orchestra nazionale ucraina a Kiev. Tiene spesso concerti-conferenza per istituzioni concertistiche e università, e partecipa a convegni di musicologia. Insegna attualmente nel Conservatorio di Messina. Ha composto musica sacra e colonne sonore per cortometraggi cinematografici.

INFORMAZIONI Centro La Soffitta tel. 051 2092413 – www.muspe.unibo.it/soffitta

Ultimo concerto: 24 aprile ore 21: Il giuoco delle perle di vetro – FontanaMIX Workshop
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