Pete Townshend: tutti musicisti con il suo software on-line

Pete Townshend: tutti musicisti con il suo software on-line
Semplicissimo: connetti il computer a Internet, ti colleghi al sito www.lifehouse-method.com, ti iscrivi al servizio, segui le istruzioni, inserisci nel sistema una foto digitale, la tua voce, un ritmo e un suono prodotti con un microfono collegato al pc, oppure ricavati da qualche “library” preesistente (sono necessari Java, JavaScript e il Flash player di Adobe). Poi schiacci un tasto e ci pensa il software, mescolando gli input ricevuti, a crearti un “ritratto musicale” su misura, una composizione “creativa” modellata sul tuo profilo individuale e diversa da qualunque altra, anche se non sai leggere la musica e non hai mai imparato a suonare uno strumento. E’ il “LifeHouse Method” che Pete Townshend ha sperimentato per la prima volta in pubblico in un brano inserito sull’ultimo album degli Who, “Endless wire” (si intitolava “Fragments”), ma che risale come concezione a molto tempo prima: addirittura ai primissimi anni ’60, quando il visionario musicista e futura rock star era un imberbe ragazzino dal naso pronunciato che frequentava la scuola d’arte a Londra.
Per mettere a punto e concretizzare la sua bizzarra e avveniristica idea il musicista inglese ha chiesto aiuto al compositore e matematico Lawrence Ball e al programmatore Dave Snowden. Il software che ne è scaturito dovrebbe servire nelle sue intenzioni a trasformare Internet in un veicolo di creazione musicale, oltre che di pura vendita e distribuzione: e il chitarrista immagina già di condividere le composizioni più interessanti con gli utenti del suo metodo (“sitters”, in gergo), riarrangiandole, arricchendole di altri spunti e strumenti, magari sviluppandole in canzoni compiute da diffondere in pubblico, ovviamente spartendone i copyright con gli “autori” originali. Il sito da cui è possibile accedere al programma è ufficialmente attivo dal 1° maggio, e ogni “sitter” ha diritto a tre “ritratti musicali” gratuiti; dal 1° agosto in avanti, tuttavia, il servizio sarà disponibile solo a pagamento.
L’idea del “Method” venne abbozzata la prima volta ai tempi di “Lifehouse”, la celebre e visionaria opera rock che Townshend concepì a cavallo tra i ’60 e i ’70 e successivamente abbandonò, tornandovi però ciclicamente sopra (dai tempi lontani del capolavoro “Who’s next” al citato “Endless wire”, ma anche con il cofanetto "Lifehouse chronicles", un radiodramma, e una versione orchestrale dell'opera rappresentata dal vivo). La sua realizzazione concreta, ha spiegato ora ai giornalisti, “rappresenta essenzialmente un tentativo di chiudere il libro su quel grande progetto perduto, che la leggenda ha tramandato come il non evento degli Who”.
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