Anche i Klaxons la amano. Dubstep, la nuova ondata musicale?

Dubstep. Sì, si inizia a parlarne -anche se non è certo iniziata proprio adesso-, ma sarà veramente la nuova ondata musicale? L'NME tratta l'argomento per la prima volta in maniera estesa e fornisce spiegazioni e punti di riferimento. Innanzitutto il dubstep si origina e nasce a Londra. Dopo anni di fermentazione nell'underground, ora questi nuovi suoni sembrano pronti a fare il grande salto anche se pare difficile -perlomeno al momento- che possano imporsi anche in classifica perché vi sono da considerare due elementi. Il primo: si tratta di musica da ascoltare e ballare prevalentemente nei club. Il secondo: spesso il dubstep è strumentale. E in chart, si sa, raramente i pezzi non cantati funzionano bene. L'intera scena ruota attorno alla Ammunition Promotions, organizzazione che riunisce varie etichette e gestisce il locale Forward. Precedentemente il Forward si trovava presso il Velvet Rooms di Soho, ora è al Plastic People di Shoreditch. Tra i pionieri del dubstep sono da annoverare DJ Hatcha (www.myspace.com/djhatcha) ed un'altra label, la Digital Mystikz. Già un anno fa Mary Anne Hobbs, DJ di Radio1 della BBC, aveva affermato: "Il dubstep è il genere musicale più fenomenale ed eccitante ad essere sprigionato da Londra dai tempi dei primi giorni della jungle". A fungere da trait d'union tra i fan del dubstep c'è il blog Blackdown (http://blackdownsoundboy.blogspot.com), secondo il quale nel dubstep si possono avvertire echi della Londra multiculturale moderna, accenti giamaicani, africani, cinesi, indiani, americani, cockney e perfino scozzesi. Tra i gruppi più intrippati per questo sound sono da annoverare Klaxons e Maccabees.
(Fonte: "New Musical Express")
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