Comunicato Stampa: 'Bad Boys', compositori dell’avanguardia parigina del 900

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BAD BOYS
Cristina Zavalloni, soprano
Andrea Rebaudengo, pianoforte
musiche di Satie, Stravinskij, Antheil, Milhaud

martedì 6 marzo ore 21
Aula absidale S. Lucia, via De’ Chiari 25/a, Bologna

Ingresso libero e gratuito, fino ad esaurimento posti.

Prosegue con BAD BOYS, compositori dell’avanguardia parigina primi 900, la stagione concertistica a cura di Giuseppina La Face Bianconi, Maurizio Giani e Saverio Lamacchia, del Centro La Soffitta - Dipartimento di Musica e Spettacolo (6 febbraio - 24 aprile 2007).

Martedì 6 marzo, ore 21 in Aula absidale S. Lucia (via De’ Chiari 25/a, Bologna)
Il concerto BAD BOYS vede protagonisti la soprano bolognese Cristina Zavalloni e Andrea Rebaudengo al pianoforte. Il programma, le musiche di quattro bad boys (dalla definizione di Antheil) che, circa un secolo fa, trovarono nella Parigi delle avanguardie pittoriche e letterarie, il terreno ideale per una poetica musicale modernista. Di Saite: la diva de l’empire e Je te veux; di Stravinskij: Russian Maiden’s Song, The Owl and the Pussy-cat, Tango per pianoforte, dell’americano George Antheil: Five Songs e Can-Can; di Darius Milhaud: Vocalise-étude op.88, six chants populaiures hébraïques op.86.
Ribelle a qualsiasi forma di tradizione (e insofferente dei contemporanei Debussy e Stravinskij), Érik Satie, compositore dalla vena sottile e mordace, fu un modello per le avanguardie artistiche parigine. Pianista nei café-concerts e nei cabarets, s’ispirò alle forme della musica d’intrattenimento in varie sue opere, fra cui le due chansons scritte per la cantante Paulette Darty, «la regina del valzer lento». Nella Parigi d’inizio secolo visse e operò anche Igor Stravinskij, divenuto presto famoso per i suoi balletti. I brani proposti questa sera mettono in luce le differenti “maniere” del compositore, dal ricalco del folklore russo ai recuperi neoclassici all’impiego di tecniche seriali. Eclettica è anche la produzione di Darius Milhaud: vi convivono accesi sperimentalismi, recuperi neoclassici e riferimenti al jazz e a ritmi sudamericani. George Antheil, originario del New Jersey, sbarcò a Parigi negli anni ’20 e divenne uno dei principali esponenti del modernismo (per un po’ offuscò persino la fama di Stravinskij). Nei Five Songs, composti prima d’imbarcarsi per l’Europa (1919-20), l’essenzialità lirica dei versi di Adelaide Crapsey (1878-1914) è ben espressa da una linea melodica tesa al canto, sostenuta dalle ricche e pungenti armonie del pianoforte. Ritornato negli Stati Uniti, Antheil si dedicò alla realizzazione di balletti per il coreografo George Balanchine: da uno di questi, Dreams (1935), è tratta la trascrizione per pianoforte del frenetico e vorticoso Can-Can

Cristina Zavalloni (Bologna, 1973) diciottenne, studia canto e composizione al Conservatorio “G. B. Martini”, e vi affianca la pratica della danza. Interprete di musica jazz, pop, lirica e contemporanea, comincia presto un’intensa attività concertistica, esibendosi in importanti teatri e sale da concerto mondiali (dal Lincoln Center di New York al Teatro alla Scala di Milano al Palau de la Música di Barcellona), nonché in numerosi festival di musica jazz. Ha collaborato con vari ensembles e orchestre (London Sinfonietta, BBC Symphony Orchestra, Schönberg Ensemble, Orchestra RAI di Torino, Los Angeles Philarmonic). Hanno scritto per lei i compositori Louis Andriessen, Michael Nyman, Cornelis de Bondt e Paolo Castaldi.

Andrea Rebaudengo Nato a Pesaro nel 1972, vincitore di numerosi concorsi, ha suonato per le più importanti istituzioni concertistiche. Ha tenuto concerti anche in Russia, Stati Uniti, Turchia, Germania, Spagna, Inghilterra, Polonia, Irlanda, Serbia, Uzbekistan e negli Emirati Arabi.

INFORMAZIONI Centro La Soffitta tel. 051 2092413 – programma su www.muspe.unibo.it/soffitta
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