Brummel (Victory Records) polemico con Impala: 'Sbagliato dire sì a Warner EMI'

Le indie europee aderenti a Impala sbagliano bersaglio, continuando ad accanirsi contro i “merger” Sony BMG (discografia) e Universal BMG (edizioni musicali) e dando invece il loro beneplacito a una eventuale acquisizione della EMI da parte di Warner Music (vedi News). Lo sostiene, con una veemente lettera aperta pubblicata sul sito americano di HITS Dailydouble, il solito Tony Brummel, titolare della Victory Records di Chicago (pop punk, metalcore: gruppo di punta gli Hawthorne Heights) e sempre in prima fila quando c’è da fare polemica su questioni vitali per l’industria (recentemente ha attaccato Apple e iTunes, dicendo che “rubano l’anima alla musica”). “Sony BMG e Universal Music Group”, scrive ora il discografico americano, “sono le major meno predatrici di tutte, quando si tratta di cacciar di frodo e sottrarre alle etichette indipendenti artisti e/o di quote di mercato”. Al contrario, sostiene, “Warner ed EMI sono le major meno ‘amiche delle indipendenti’ dell’industria musicale”. “Se Impala o chiunque altro vuole vedere cacciare altri artisti, o chi sta in trincea perdere il lavoro per effetto di nuove concentrazioni, sono affari suoi. Ma qui c’è in gioco il compromesso sostanziale di accettare denaro e promesse da parte di gente che non ha intenzione di reinvestire nel business musicale. Vale la pena di farlo, per rafforzare il prezzo delle azioni di un’altra società o i dividendi di qualche dirigente?”. “Se la Warner volesse davvero instaurare un rapporto di solidarietà con la comunità delle etichette indipendenti”, continua Brummel, “gli garantirebbe una partecipazione azionaria nella sua società controllata da capitali privati e quotata in Borsa”. E invece, conclude il discografico di Chicago, “la Warner ha bisogno degli indipendenti molto più di quanto sia vero il contrario. Una società che ha appena annunciato un crollo del 74 % nei profitti del primo trimestre non è nella posizione di ‘rafforzare il settore indipendente’ o di ‘fornirgli assistenza”. In questa situazione, sostiene rivolgendosi ai soci di Impala, “la vostra indipendenza può essere scambiata per dipendenza”.
Una risposta indiretta, intanto, il vicepresidente di Impala Martin Mills l'ha offerta parlando con il Wall Street Journal: "Al momento", ha detto il capo del Beggars Group, "esistono due major molto potenti e due deboli. Noi crediamo che l'accordo con Warner potrà dare origine a un'industria con tre major forti e un settore indipendente altrettanto importante".
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