Stadio: 'Sanremo? Ci farebbe più paura vincerlo che...'

Stadio: 'Sanremo? Ci farebbe più paura vincerlo che...'
"Per quanto mi riguarda, Sanremo mi fa più paura vincerlo. Non sento il peso dell'emozione, visti i miei trascorsi all'Ariston, né prenderei come uno smacco un piazzamento in fondo alla classifica. Ma io sono abituato a girare tranquillo, in bicicletta, a Bologna, ed essere investito da un'enorme esposizione mediatica di punto in bianco stravolgerebbe profondamente il mio stile di vita": Gaetano Curreri appare molto tranquillo e rilassato, oggi a Milano, durante la presentazione alla stampa del nuovo album degli Stadio "Parole nel vento", disco contenente il brano - intitolato "Guardami" - che la band romagnola presenterà al Festival. Ma nessuna "strana coincidenza", assicura il vocalist e autore: "Noi al nuovo album stavamo già lavorando da un pezzo: 'Guardami', il brano in gara, è stato scritto senza pensare a Sanremo. Poi, in novembre, abbiamo ricevuto l'invito da parte di Pippo Baudo: la sua proposta ha cambiato non di poco le nostre prospettive, costringendoci a registrare l'album in fretta, in studi diversi, 'all'americana' come si dice oggi, pur riuscendo a conservare una freschezza ed una compattezza simile a quella di 'La faccia delle donne'. Perché tanta fretta? Perché non rifaremo l'errore che fecimo con 'Lo zaino', che fu inserito in un disco già edito. Sono fermamente dell'idea che Sanremo si meriti un album nuovo di zecca". Seppure con un'umiltà degna di un artigiano del pop ("Questo mestiere richiede lavoro, metodo e abnegazione: non basta fare gli artisti e rimanere in panciolle ad aspettare l'ispirazione") Curreri e i suoi Stadio al Festival ci vanno determinati, e convinti di avere tutte le carte in regola per fare bene: non è un caso che - per la serata di giovedì - sul palco col gruppo sia stata chiamata la voce dei Madredeus Teresa Salgueiro. "Per 'Guardami' ho sempre pensato a Teresa", confessa Curreri, "Dopotutto lei è molto legata alla sua terra, il Portogallo, così come noi siamo legati alla nostra, la Romagna. Inoltre, abbiamo in comune un'estensione vocale notevole, che ci permette di esprimerci al meglio sia su registri bassi che su tonalità alte". Come mai non la vecchia conoscenza Irene Grandi, chiedono i più maliziosi? "No, Irene è una grandissima artista, assolutamente in grado di brillare di luce propria", risponde Gaetano, "Ma scrivere una canzone è un po' come confezionare un vestito su misura. Per questa canzone è Teresa la persona giusta". Inevitabili, arrivano le domande sulla composizione del cast: "Siamo onorati di essere in gara con artisti come Milva e Dorelli, vere e proprie colonne della canzone popolare italiana", asserisce Curreri, mentre è più serioso il produttore Saverio Grandi, che - commentando le dichiarazioni di Daniele Silvestri sulla non eccessiva modernità del cartellone - aggiunge: "Occorre portare profondo rispetto per figure così di primo piano nella nostra tradizione canora. E poi ci sono anche i Velvet e artisti molto più giovani, non mi sembra un'edizione eccessivamente tradizionale". Ma il mondo, almeno quello degli Stadio, non finisce a Sanremo: "Il Festival è una vetrina fondamentale, ma noi in televisione abbiamo sempre fatto abbastanza fatica ad andare: non siamo fotomodelli, non 'buchiamo' lo schermo, ci hanno sempre detto. Così preferiamo i concerti al tradizionale iter promozionale: crediamo che uno show dal vivo sia la cosa migliore per convincere dei potenziali ascoltatori a comprare un proprio disco. Poi i live sono una di quelle cose che facciamo - oltre a dischi e colonne sonore - per non far mancare ai nostri fan un contatto col gruppo. Perché se Silvestri - per sua stessa ammissione - negli ultimi anni è stato 'latitante', noi invece siamo sempre stati 'presenti'. Fieramente presenti".
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