Quando il rock fa politica: Thom Yorke e Bloc Party contro i missili

Quando il rock fa politica: Thom Yorke e Bloc Party contro i missili
In un certo senso sembra di tornare agli anni Ottanta, quando in Gran Bretagna i musicisti rock facevano sul serio (almeno apparentemente) sia in politica -con l'associazione Red Wedge- sia per i problemi sociali -l'odiata centrale nucleare di Sellafield. Thom Yorke, Damon Albarn, Ian Brown, Kaiser Chiefs, Razorlight, Franz Ferdinand e Bloc Party sono i nomi più in vista di un cartello composto da 53 tra gruppi ed artisti solisti che sono scesi in campo a fianco del "vecchio" CND (Campaign for Nuclear Disarmament) e contro il rinnovamento del parco missilistico del Regno Unito. Il parlamento britannico si accinge infatti a votare la proposta di rimpiazzare gli ormai vetusti (ma sempre micidiali) vettori Trident, e gli artisti rock si schierano apertamente contro una spesa faraonica per scopi bellici. Ian Brown, ex Stone Roses, ha detto: "Ma perché abbiamo bisogno di queste armi? Stanno per attaccarci?". Kele Okereke dei Bloc Party ha invece suggerito di prendere i soldi che sarebbero necessari, 76 miliardi di sterline, circa 111 miliardi di euro, ed utilizzarli per combattere non un fantomatico nemico bensì il riscaldamento globale.
L'attuale "simbolo della pace" deriva dal logo, disegnato nel 1958, del CND.
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8 lug
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